Non sono tanti i viaggiatori e i turisti che visitano Belfast, che è anche la porta d’ingresso alle meraviglie naturali della costa nord (fra cui la Giant's Causeway).
Ma anche Belfast merita qualche giorno. E' una città che a prima vista respinge: enorme e senza forma, porta i segni della sua storia travagliata. Filo spinato ovunque, murales politici (a volte minacciosi), segni ostentati di appartenenza alle fazioni unioniste o repubblicane.
Se non si ha molto tempo, l’occasione per parlare con qualcuno che ha vissuto in prima persona la travagliata storia dell’Irlanda del nord (e ascoltare così almeno una parte della verità) e vedere zone della città interessanti la offrono i ‘political tours’ di Coiste, associazione di ex prigionieri politici e attivisti che propongono visite a piedi di alcune ore nelle zone repubblicana e unionista della città. Scrivendo al sithttp://www.coiste.comsi può fissare un appuntamento.
La visita è lunga e dettagliata: sembra non finire mai. A ogni angolo del quartiere repubblicano di Falls road, ci sono buchi di proiettile, case, murals, piccoli altari venerati che evocano storie mai dimenticate.
E’ una visita cupa, piena di dolore e violenza che lascia scossi quando, dopo quattro ore di cammino, si arriva al cimitero di Milltown. Qui, in una grande tomba monumentale sono sepolti Bobby Sands e gli altri hunger strikers, i dieci prigionieri dell’Ira che nel 1981 morirono dopo uno sciopero della fame durato oltre due mesi. Tutt’attorno, le case di un quartiere protestante.
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