Belvedere del monte Aconcagua

Belvedere del monte Aconcagua

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antartida
Antartida scrive:

"Abbiamo trascorso un mese in Argentina,..."

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15 Maggio 2009

Abbiamo trascorso un mese in Argentina, percorrendola dalla Patagonia a Iguazú. Non sapevamo se fermarci a Mendoza, anche se un’amica conosciuta in Spagna e originaria della zona ci aveva raccomandato di visitarla. Infine decidemmo di andarci, scoprendo una città davvero straordinaria, dove è possibile mangiare deliziose pietanze e bere un ottimo vino. Rimanemmo a Mendoza quattro giorni e l’albergo dove soggiornammo ci offrì un’escursione al belvedere del monte Aconcagua. Ci saremmo dovuti svegliare alle 5 di mattina e pertanto dubitammo se accettare l’invito, però in fine, per fortuna, decidemmo di andare. Viaggiammo con 8 persone, più l’autista e la guida, su di un furgoncino. La guida argentina, di cui non ricordo il nome, ci offrì del mate (un’infusione preparata con le foglie di erba) e ci pose, a tutto volume per non farci addormentare, la musica del gruppo Callejeros. La prima tappa dell’itinerario fu Porterillos, dove consumammo la colazione, e successivamente percorremmo la cordigliera delle Ande. Si tratta di un sistema montuoso davvero poderoso, con formazioni rocciose di differenti colori che costeggiano il rio Mendoza, dove facemmo rafting. Passammo per molti altri scenari degni di descrizione, argomento che in tale sede è impossibile approfondire preferendo concentrarmi sulla descrizione del belvedere. Avvicinandoci al belvedere iniziammo a scorgere in lontananza l’Aconcagua, uno straordinario monte ricoperto di neve, imponente e maestoso con un’altitudine superiore ai 6500 m. Improvvisamente la guida si avvicinò ad un "Aconcagua" in miniatura, pieno di croci. Ci spiegò che si trattava di una replica in scala del monte, realizzata da alcuni escursionisti, e le croci rappresentavano i numerosi alpinisti che avevano perso la vita cercando di scalare il monte, segnalando il punto esatto in cui decedettero. La spiegazione della guida mi impressionò così tanto che mi venne voglia di piangere. Tutti ci sentimmo realmente piccoli rispetto a quello scenario agghiacciante. Raggiungemmo il Cristo Redentore, nella cuspide di Sant’Elena, ormai alla frontiera con il Cile. Si trattava del passo andino, dove secondo la legenda giunse San Martino con una mula, per dare indipendenza al Cile, Argentina e Perú. Quanto faticoso fu, sicuramente, quel valoroso cammino!

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Camino del Mendoza al Aconcagua, Mendoza

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