"Da quando è stata 'infestata' dai vampiri,..."
Da quando è stata 'infestata' dai vampiri, Volterra è divenuta meta di pellegrinaggio per i fan, e soprattutto le giovani fan, di Twilight; ma la patria cinematografica dei nobili Volturi ha ospitato nell'antichità grandi civiltà, come quella etrusca e romana, di cui restano ancora oggi insigni testimonianze.
Oggi, però, vorrei fare riferimento ad un altro protagonista non solo del passato, ma anche del presente, di questa città della Toscana: L'alabastro.
Basta passeggiare per i labirintici vicoli per accorgersene, molti sono i negozi in cui è possibile trovare i classici souvenir volterrani realizzati con questa pietra: Portachiavi e ciondoli di ogni forma, vasi diafani, statue, scacchiere, soprammobili vari, ma soprattutto la frutta che occhieggia invitante dalle vetrine. Che si tratti di frutta secca o polposa, l'apparenza, come recita il detto, in questo caso inganna.
E così da qualche anno a questa parte, ogni volta che vado a Volterra, non manco di acquistare un nuovo pezzo per la mia canestra di frutta in alabastro.
Ma lo spettacolo vero e proprio è, a mio avviso, quello che si pone dinnanzi guardando questi artigiani all'opera. Alcuni negozi, anche piccoli, sono infatti al tempo stesso laboratori in cui può capitare di assistere al momento della creazione di opere talvolta elaborate, proprio come racconta lo scrittore David Herbert Lawrence: "Ci incamminammo per i vicoli stretti e tetri che sembravano quasi addossarsi l'un l'altro e demmo un'occhiata ai laboratori dell'alabastro, dove gli operai... Stavano tornendo, tagliando e lucidando il tenero alabastro."
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