Palazzo Grimani è stato riaperto nel 2008 dopo vari restauri. E' uno dei palazzi storici più antichi di Venezia, oggi fa parte dei beni culturali. All'interno possiamo ammirare lo splendido soffitto della stanza a fogliami, la scala ovale Palladiana, la stanza delle metamorfosi di Callisto, la tribuna. Inoltre vi sono conservati e custodite dei capolavori della pittura del Tiziano, Veronese, Bassano e Tintoretto. Sono possibili su prenotazioni anche delle visite guidate. Al suo interno si tengono importanti mostre.
"Questo palazzo è, in ordine temporale, una..."
Questo palazzo è, in ordine temporale, una delle ultime gemme che compongono il tesoro veneziano. Venne acquisito dallo Stato negli anni ’80 in condizioni di totale abbandono e, nel 2008, dopo un lungo e laborioso restauro, è stato aperto al pubblico entrando a far parte dei musei veneziani. L’origine del palazzo è Trecentesca, come è stato dedotto dallo studio dei laterizi, ma la sua forma attuale è stata raggiunta nel ‘500 grazie all’operato della famiglia Grimani (Antonio Grimani ed i suoi figli Vettore e Giovanni). Il committente, Antonio Grimani, era un grande amante della cultura romana e di conseguenza progettò sia la struttura del palazzo che la decorazione su modello delle antiche ville romane. Questa passione venne tramandata anche ai figli ed in particolar modo a Giovanni che divenne un grande collezionista di opere d’arte classiche.
Ad accogliere i visitatori un’ampia corte interna dotata su tre lati di un camminamento porticato un tempo decorato ad affresco con verzure. Al palazzo si accede tramite il bellissimo scalone monumentale, decorato con stucchi, cornici dorate e riquadri affrescati. Questo è un chiaro richiamo alla “scala d’oro” di palazzo ducale. Gli ambienti del palazzo sono attualmente quasi completamente vuoti, ma in origine erano decorati con quadri e sculture, anche di artisti importanti quali Tiziano, Veronese e Bosh, ora per la maggior parte esposti in vari musei nazionali.
La prima sala che si incontra è quella di Amore e Psiche in cui degno di nota è il comparto centrale del soffitto dipinto dal Salviati e raffigurante la scena in cui Psiche viene venerata come una dea. A seguire la “stanza delle metamorfosi di Callisto” dove tra dorature e motivi decorativi a stucco sono raffigurate scene della ninfa Callisto.
La stanza più “romana” di tutte è certamente il “camerino di Apollo”, decorata da Giovanni da Udine con scene del mito di Apollo e Marsia. La decorazione, con i suoi fondi rossi e i motivi a grottesca, doveva essere un evidente richiamo alle ville romane. Da notare che Pompei non era ancora stata scoperta per cui l’artista non poteva essersi ispirato ai suoi meravigliosi affreschi!
La visita prosegue con altri splendidi ambienti tra cui la "sala da pranzo", con volta ad arco ribassato interamente decorata come se fosse una selva intricata abitata da uccelli e piccoli animali, e il vano passante con una mirabile scala a chiocciola attribuita al Palladio.
Sebbene tutto il palazzo sia degno di ammirazione, la sala più suggestiva in assoluto è la tribuna, una grande stanza destinata originariamente ad ospitare la vasta collezione di marmi antichi di Giovanni Grimani. La sala è attualmente vuota in quanto le sculture sono state donate dallo stesso Giovanni alla Repubblica di Venezia e costituiscono oggi il nucleo principale del museo archeologico veneziano. Nonostante sia stata spogliata dei suoi tesori è comunque incantevole grazie alla meravigliosa cupola a base rettangolare con copertura a cassettoni decorata con raffinati fiori in stucco. Questa è resa ancor più sorprendente da una scultura sospesa a mezz’aria sopra le teste dei visitatori. Sulle quattro pareti della sala sono ancora presenti le strutture architettoniche che dovevano ospitare le opere d’arte: Nicchie e piccole edicole timpanate in marmi policromi.
Che altro dire se non...Andate a visitare questa meraviglia, non ve ne pentirete!!!
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