E' un posto incantato. Una piccola valle dove vi scorre appunto il Tovo che scende rumoroso e selvaggio. Un tempo zona agreste dove le donne coltivavano patate e mais sui ripidi terrazzamenti e gli uomini emigravano nel nord Europa (progenitori dei moderni pendolari che tornavano ogni 2 anni per generare un nuovo figlio. Un'altra bocca da sfamare!).Ora la natura si è ripresa ciò che è suo di diritto, se ne sono andati tutti ed i terrazzamenti costruiti fino alle pendici delle rocce e coltivati fino agli anni 60, sono diventati proprietà del bosco dove vivono i suoi naturali abitanti, ghiri, volpi, camosci. Una limpida mattina della settimana scorsa c'era un'aquila che volteggiava maestosa e tranquilla. Amo questa valle dove la strada si snoda affiancando il suo rio per un paio di km per poi proseguire con un sentiero in salita fino al passo per il Trentino, un tempo confine tra il regno austro-ungarico e la Serenissima Venezia. L'acqua che scorre tra le rocce scava anfratti e boji e ci sono meravigliosi scorci fotografici. E un posto per capire Dio. Foto di quest'inverno.
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