Un erasmus a Lisbona. Tra quotidiano e turistico.
Guardare una città con occhi da turista ma viverla nella sua quotidianità : Erasmus!!!
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Perchè "Lisbona"?!
4 mesi, 6 giorni faLisbona: un misto di antiche culture che insieme hanno plasmato la sua società e la sua struttura urbana: fenici, romani, mori, iberici, tutti hanno contribuito alla formazione della storia portoghese, facendo di Lisbona una delle capitali più interessanti d’Europa.
Luoghi: Lisbona
Il suo fascino è dato proprio dalla fusione di storie e culture che non riescono mai a sopraffarsi, ma che amalgamandosi offrono un risultato molto suggestivo.
È senza dubbio la mancanza di un carattere distintivo o predominante il punto di forza di questa città (a differenza di altre capitali europee che impongono la propria distinta personalità).
Ciò che rimane impresso nella mente non è una particolare immagine ma una serie di atmosfere, odori e suoni diversi e legati tra loro allo stesso tempo.
La cosa interessante per uno studente che decide di partire per il progetto Erasmus è la possibilità di vivere la città allo stesso tempo come turista e contemporaneamente come cittadino. Ti ritrovi a fare tutto quello che fa un lisboneta, andare a fare la spesa al Pingo Doce, prendere e cambiare le varie linee della metro, mentre fai tutto questo però ti lasci affascinare dalle bellezze che hai intorno che magari guardi per la prima volta, proprio come un turista. Non ti abitui mai e ti sorprendi sempre ogni volta che vedi il Ponte 25 Aprile e il Cristo Rei illuminato, che senti l’odore di castagne in piazza Rossio, che mangi un pastel di nata a Belem dopo l’ennesima visita alla Torre all’ora del tramonto.
La maggior parte delle città, quando piove, diventano brutte e tristi: Lisbona no, semplicemente ti dà l’ennesima opportunità di guardarla con occhi nuovi, sotto una luce diversa ancora una volta (quasi ti dimentichi che appena cadono poche gocce di acqua la maggior parte delle strade si allagano e diventa difficile spostarsi da un marciapiedi all’altro).
Un altro aspetto interessante è l’offerta culturale e artistica che è a dir poco completa; ogni settimana, ogni giorno, diventa imbarazzante scegliere tra le varie proposte e decidere a cosa dedicarsi.
Andare ad una mostra, partecipare ad un festival del cinema, ad un evento o un workshop, o semplicemente passeggiare per la Baixa alla ricerca di un nuovo vicolo ancora non esplorato, bere un caffè in un bar che è anche un negozio, o un negozio che è anche un bar.
Ovunque una panchina per leggere, guardare, scrivere, come se ti suggerisse di fermarti e semplicemente osservare. Osservare quanto nonostante il continuo movimento, persone che si scontrano correndo ognuno nella propria direzione, la città è comunque capace di donare una sensazione di tranquillità.
E’ una città così varia, merito della sua storia: è medievale, manuelina, barocca, settecentesca, razionalista, moderna, il tutto amalgamato da una luminosità particolare.
Qui infatti la luce inonda ogni angolo, per tante ore ogni giorno. Si riflette sugli azulejos, fa brillare il giallo dei tram, si specchia nelle acque del Tejo.
Come diceva Pessoa “Non ci sono fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole.”
Se è vero che la fotografia è l’arte di dipingere con la luce, Lisbona è la città perfetta per una persona appassionata di fotografia. Qui c’è sempre qualcosa da fotografare: anche l’atmosfera sembra mettersi in posa.
Non un angolo è uguale ad un altro.
Con un minimo di sensibilità artistica è possibile infatti catturare l’anima della metropoli , dei suoi abitanti lisboetas e non, delle sue architetture.
Mostrare il movimento, raccontare una storia, trasmettere un’emozione quasi riuscendo a far percepire anche gli odori attraverso le immagini (come quell’intenso odore di pesce fritto quasi che ne fossero impregnate le mura delle vecchie case dell’ Alfama). Lisbona ti dà la possibilità di fare tutto questo.
E’ allo stesso tempo esplosione di colori e elegante sintesi di bianco e nero
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