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Città di Djenné
Gran Moschea di Djenné
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Città di Bamako
Bamako
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Villaggi di Bandiagara
Banani
Città di Mopti
Mopti
(1)
Scogliera di Bandiagara
La scogliera di Bandiagara
(2)
Villaggi di Bandiagara
Sangha
(1)
Di interesse culturale di Bandiagara
I Dogons
(2)
Di interesse culturale di Bandiagara
Paese Dogon
(1)
Fiumi di Bamako
Fiume Niger
(3)
Porti di Mopti
Crociera sul fiume Niger
(1)
Stazioni Ferroviarie di Kayes
Treno da Bamako a Kayes in Mali
(1)
Città di Ségou
Ségou
Riserve Naturali di Bandiagara
Prairie Dogon
Villaggi di Bandiagara
Dourou
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Moschee di Timbuctù
Djingarey Ber mosque
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Deserti di Timbuctù
Tumbuctú, Sahara gate
Villaggi di Bandiagara
Banani
Villaggi di Bandiagara
Sangha
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Villaggi di Kassa
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Villaggi di Songo
Villaggi di Songo
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Fiumi di Bamako
Mercati di Bamako
Mercato di Bamako
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Mercati di Mopti
Mercati di Djenné
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Mercati di Bandiagara
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Mercati di Songo
(1)

106 cose da fare a Mali

Città di Djenné
Gran Moschea di Djenné
(4)
Djenné è famosa per la sua Grande Moschea, Patrimonio dell'Umanità e il più grande edificio in adobe nel mondo. Fu costruito nel 1905. Il giorno del mercato la piazza che si estende in un lato della moschea è piena di bancarelle e di persone, di merci di ogni tipo, comprese le postazioni di magia/guaritori... Vale la pena salire per qualsiasi edificio dei circostanti, dopo aver pagato un piccolo ingresso e guardare dal tetto il ritmo e la frenesia dei mercati africani. Vale anche la pena acquistare un sacchetto di arachidi :-) (molto diffusi in questa parte dell'Africa e, in effetti, vengono coltivate nella vicina Burkina Faso ed esportati principalmente in Spagna, e ancora passeggiare tra le bancarelle.
Città di Bamako
Bamako
(3)
Bamako, la capitale del Mali, diciamo che non è una città che impressiona. È sporca, disordinata, la gente grida, agitandosi, polvere, fa caldo, ecc. Ma alla fine ti lascia un ricordo molto speciale. Arrivai a Bamako con il mitico BK, il treno che da Kayes va a Bamako, che in realtà proviene dalla frontiera con il Senegal. A Kayes avevo due opzioni: proseguire con un bus su una strada senza asfalto e impiegare un giorno e mezzo per arrivare a Bamako visto che aveva piovuto molto, o prendere un treno. Optai per il treno. Erano rimasti solo posti di prima classe, che corrispondono ai peggiori della nostra seconda classe. Una volta saliti tutti i passeggeri, ci fecero scendere perché il treno sarebbe partito il giorno dopo. Finalmente si partì , solo che ci impiegammo 24 ore e non 16, per percorrere 800 km. Il treno si fermava spesso, la gente correva giù per orinare nei campi, salivano venditori con cibo o acqua fresca. Finalmente arrivammo e trovai un luogo di religiose missionarie che hanno una specie di ostello per viaggiatori; dicono che sia il posto più sicuro e pulito dove ci possa fermare. A Bamako non si possono fare molte cose, solo guardarla. Impregnarsi del suo ritmo, della sua musica, sedersi per strada a mangiare con la gente che è poi solita invitarti alle feste per strada; quando c’è un battesimo o un matrimonio, non dubitare di prenderne parte.
Villaggi di Bandiagara
Banani
Il primo giorno del viaggio attraverso il paese Dogon, dopo esser scesi da Mopti attraverso la scogliera di Bandiagara, abbiamo raggiunto il villaggio di Banani. Si tratta di un piccolo villaggio, tipico del paese Dogon, con case di fango secco, vengono ricostruite ogni anno, con più fango, visto che le piogge le distruggono quasi del tutto. Le case sono molto piccole, tutta la famiglia vive in una stanza. Ci sono altri edifici piccoli che sembrano case, ma in realtà sono fienili. Ciò consente di risparmiare il piccolo raccolto del popolo,e si spera ora ottenere reddito supplementare dal turismo. Potreste aver pianificato con la vostra guida quello che andrete a mangiare in questi giorni perché la gente non può prendere ciò che spetta ai visitatori, anche se si paga, non ce n'è abbastanza nemmeno per loro. La nostra guida aveva programmato piuttosto male, non avevo pensato di portare lo zucchero per il tè, per non parlare di qualcosa da mettere sul pane la mattina, e il resto del viaggio abbiamo mangiato riso. E 'meglio essere chiari con lui prima di partire, per evitare sorprese. Ovviamente non ci si porta la carne per andare fuori 5 giorni. Ma scatolette di tonno, noci, si trovano a Mopti, in tutti i posti.
Città di Mopti
Mopti
(1)
Mopti è una città di Mali, sul fiume Niger, di strada per Timbuctu. Si compone di tre isole, ma la più interessante è la città vecchia, con le sue case di fango secco e l'allegria del suo mercato. La chiamano la Venezia di Mali. La gente parla principalmente francese come lingua straniera, e un pò d'inglese. Però molti parlano come 5 dialetti africani e sono abituati capire agli stranieri perciò non avrai difficoltà per trovare un hotel, cibo, e continuare il tuo viaggio. Gli autobus non partono da Mopti a un'ora determinata. Ti danno un numero in stazione, con un numero dall' 1 al 60. Se sei il numero 1, solo mancano 59 persone per far si che parta il bus … In più sono lenti. La miglior maniera di proseguire il viaggio è via fiume. Le numerose guide, ufficiali o no di Mopti lo sanno, e in bassa stagione, puoi essere insistente perché tutti ti chiedono se hai una guida, un motoscafo, un progetto di seguire a Timbuctu. Chiedi a varie agenzie, e non fargli caso. Potrai prendere un motoscafo per conoscere i villaggi circostanti, o contrattare una guida per visitare il favoloso paese di Dogon. I prezzi di hotel sono abbastanza cari comparati con quelli di Asia o America latina, ma si può porre un materasso sul tetto, è più economico, ma non dimenticare una zanzariera!
Scogliera di Bandiagara
La scogliera di Bandiagara
(2)
Si comincia dalla scogliera di Bandiagara. Bandiagara sta sopra, è un villaggio, il più importante del paese Dogon, che ha dato il suo nome all'impressionante scogliera. Ci sono due sentieri principali per salire e scendere. Si comincia a scendere fino ad arrivare alla prateria giù, dove si trovano i villaggi più lontani. Non ci sono strade per raggiungerli, si può solo scendere dalla scogliera, e il sentiero è molto stretto, ci passa a malapena un uomo, mi chiedo come facciano gli asini e i cavalli utilizzati per carichi. Assicuratevi che la vostra guida vi mostri prima di scendere lo splendido scenario della prateria che si ha dall'alto. A seconda della stagione, sarà più o meno secca. La stagione delle piogge, l'inverno, inizia a giugno e finisce a ottobre. Se andate in estate, è possibile che piova, ma resta piuttosto asciutto, la regione è più verde e più bella. Scendendo la scogliera, si incontrerà gente che trasporta alimentari per il suo villaggio, altri salgono per vendere i loro raccolti in Bandiagara, tutti per questo sentiero spesso da vertigini. Per scendere occorre circa un ora e mezza. Sulla sinistra potete vedere come cadono cascate d'acqua, se smette di piovere, ma non fatevi la doccia che ci sono molti parassiti!
Villaggi di Bandiagara
Sangha
(1)
Il paese Dogon è una meravigliosa regione al confine tra Mali e il Burkina Faso. Il villaggio di Sangha sorge proprio al lato della scogliera di Bandiagara, ed alcune case sono addirittura costruite sulla montagna. La cosa più particolare è che quando si alzano gli occhi, si vedono piccole scavature nella montagna, a 30 metri sopra il paese. Queste aperture sono per i morti; come facciano a portarli fin lì non mi è chiaro ma so che quando qualcuno muore, scavano un buco nella montagna e depongono lì il feretro per farlo riposare in pace. Il villaggio si trova vicino a una bella cascata, che scende dalla montagna; quando piove è davvero bella, e ci era stato detto che ci si poteva fare il bagno; quindi abbiamo colto l'occasione ma ci ha ricoperto un quantità terribile di insetti! Perciò sconsiglio l'esperienza anche se l'idea invoglia molto. C'è un piccolo fiume che scorre per la prateria, più sicuro per fare un tuffo; nei villaggi in cui ci si ferma, viene messo a disposizione un secchio d'acqua per lavarsi. Non aspettatevi una doccia, si perde l'acqua con una lattina di verdure! Di notte si può dormire in una stanza ma a causa del caldo che fa viene offerto di mettere un materasso sul tetto dell'hotel; dotati di zanzariera, si sta più freschi e il cielo è fantastico.
Di interesse culturale di Bandiagara
I Dogons
(2)
I Dogons sono un'etnia dell'Africa dell'ovest che si stabilì sulla scogliera di Bandiagara, nel Mali, per fuggire all'islamizzazione del Senegal. Oggi i dogons continuano a vivere nei paesini, la cultura si trasmette oralmente; vivono della cultura del mais, della cipolla, e soprattutto della semola, la base della loro alimentazione. Paese dalla multiple cosmogonia, rimasero nella regione senza modernizzarsi. Per ricevere sempre di più turisti senza perdere la sua identità, gli abitanti crearono accampamenti comunitari dove ricevere i visitatori, a mezzogiorno e per dormire, ed i cui benefici servono per finanziare progetti di sviluppo nel paese. Inoltre ogni viaggiatore paga agli anziani un paio di euro che servono come cassa di emergenza in caso di emergenze. Gli abitanti si alternano per stare dietro all' accampamento. A Tireli si fa una lista delle necessità che si finanziano con le entrate turistiche, a seconda del grado di priorità . Le donne possono avere un credito per comprare un animale riproduttore, semi, o per aprire un'attivita commerciale. Il turismo è così una fonte di entrate che permette loro non rinunciare alla propria cultura. Paese orgoglioso, non accettano elemosine, sole noci.
Di interesse culturale di Bandiagara
Paese Dogon
(1)
Dogon è un paese eccezionale, protetto , di grandi tradizioni, collocato tra il Mali e il Burkina Faso, al di sotto della prateria di Bandiagara. Per andarci si deve ottenere una guida. Si possono trovare a Mopti, la città principale,uscendo dal paese di Dogon. Io ho fatto una brutta esperienza con una guida che era di Mopti perché i popoli Dogon non la conoscevano e quindi non è stata gradita. Le guide che invece sono ben viste si possono trovare in una lista preso l'Ufficio di turismo, quelle hanno l'autorizzazione per portare i visitatori nei villaggi Dogon. Se non passi per Mopti, arrivando a Bandiagara o a Shanga, i villaggi sopra la falesia, potrai trovare guide. Aspettano i turisti e non sono altro che i giovani del paese che ti mostrano i villaggi dei dintorni, ognuno di loro si improvvisa guida. Tutto ciò che devi accertare e chiarire con loro, scrivendolo su un foglio di carta, sono tutti i dettagli del viaggio. I villaggi che visiterai, la durata esatta, il numero dei pasti, cosa si mangerà. Visto che i villaggi sono molto poveri e non c'è cibo, la guida deve caricare prima del viaggio il cibo necessario per tre o quattro giorni. Molte volte porta con sè solo il minimo per economizzare sul denaro che gli dai. Una volta che tutto è pronto, inizia l'avventura!
Fiumi di Bamako
Fiume Niger
(3)
Il fiume Niger è il terzo fiume più lungo del continente africano, dopo il Nil e il Congo. Nasce nei monti Loma al confine tra Guinea e Sierra Leone e con un corso a forma di mezzaluna attraversa il Mali, il Niger, costeggia il Benin, attraversa la Nigeria e sfocia infine nel Golfo di Guinea con un amplissimo delta. In un paese secco come l'Africa, la presenza di un fiume è molto importante, in quanto serve per lavarsi, lavare i panni o le stoviglie e soprattutto per irrigare i campi e le coltivazioni di riso. In molte città, come Mopti o Djenné, è possibile attraversare il fiume in barca. E' possibile arrivare addirittura fino a Timbuctú: il viaggio in barca dura circa 5 o 6 giorni.
Porti di Mopti
Crociera sul fiume Niger
(1)
Il fiume Niger è l'arteria centrale del Mali e permette scambi di merci, persone e della cultura del riso. Sulle sponde del fiume ci sono popoli nomadi che si spostano al ritmo dei cicli stagionali tramite le loro imbarcazioni chiamate "pinasses".Attraverso una di queste pinasses da Mopti in circa una settimana si può raggiungere Timbuctù ma se il viaggi è pianificato per meno tempo allora si potrà affittare una di queste barche per un giorno o solo per la sera e visitare i villaggi nelle vicinanze del fiume. Strabiliante è l'abilità dei bambini che fin da piccoli conoscono molto bene il fiume e navigano soli, senza preoccuparsi per le correnti o i movimenti della sabbia sul fondo. Si potrà visitare un villaggio di pescatori i quali data la piccola quantità del pesce pescato e la necessità che duri il più a lungo possibile, lo seccano per inviarlo nei luoghi più interni del paese dove non c'è il fiume. Il piatto tipico è formato da tanto riso all'olio con verdura e pesce, molto buono e fresco. Agli abitanti del luogo piacciono molto le visite ma non si deve dare nulla ai bambini per far si che non si trasformino in mendicanti. Sono interessati a sapere informazioni sul tuo paese di provenienze, come si vive e cosa ti piace. La maggior parte parla bene il francese, un pò meno l'inglese.
Stazioni Ferroviarie di Kayes
Treno da Bamako a Kayes in Mali
(1)
Il treno da Bamako a Kayes, alla frontiera fra Mali e Senegal, impiega normalmente 16 ore. Poi attraversa il confine e continua verso la citta di Dakar, per altre 15 ore circa. In realtà di solito ci mette 3 giorni, e accumula sempre più ritardi. Quindi può succedere che quello che prendi il lunedì sia in realtà quello del venerdì che non è mai partito. Per un europeo è strano, infastidisce, turba; per gli africani, è così. Bisogna prenderla con calma e con molto tempo in anticipo. Quasi mai si possono comprare biglietti all'ultimo momento, visto che tutti dovevano partire la settimana prima.Il treno è pienissimo, con donne insieme a tutti i loro figli, e una pentola gigante piena di riso all'olio che i bambini mangiano con le mani, il riso cade per terra, all'arrivo il treno è ridotto uno schifo, il bagno è un buco sul pavimento e, di solito, quando il treno si ferma (quasi sempre senza motivo) nelle lande più desolate, tutti scendono di corsa dal treno e vanno a nascondersi dietro un albero per fare i loro bisogni. Alcuni venditori spuntano dal nulla per vendere cibo e bevande. È un treno molto vecchio, che è stato portato dalla Francia, e a parte il prezzo non c'è differenza tra prima e seconda classe.
Piazze di Songo
Circumcision Square in Songho
(1)
Nella pianura Dogon si trova Songho, un paesino dove si trova la piazza della circoncisione maschile. Ogni tre anni i bambini vengono portati lì, e vi rimarranno per 3 mesi per l'iniziazione. Durante questo addestramento disegnano immagini di totem, maschere e altri simboli sul muro di questo riparo naturale. Donne e bambini non iniziati non possono vedere ne passeggiare in questo posto (tranne che per i turisti, e i servi...). E' curioso come in questi disegni abbiano integrato elementi estranei alla loro cultura, come le calcolatrici... Le malelingue dicono che Mariscal si "ispirò" qui per Cobi e altri disegni.
Moschee di Mopti
Mosques in Niger (Kotaka, Somadugu, Kotaka, Kuna, Buna…)
Siamo tornati al fiume "viaggiatore", il grande Niger, per scoprire, dal ponte della nostra pinaccia, un'architettura nascosta, popolare ed umile, che nasce dalla terra e si fonde con la zolla da cui sembra emergere, formando bellissimi castelli fiabeschi, a forma di moschee. Architettura nascosta perché il profilo non si vede facilmente dalle rive del grande fiume, tra la rigogliosa vegetazione che ricopre la riva, si vedono appena gli alti minareti, e solo quelli delle costruzioni più rilevanti. Architettura popolare perché sono gli stessi abitanti dei piccoli villaggi che, con grande maestria, costruiscono questi piccoli edifici. Architettura deperibile perché la stagione delle piogge punisce duramente le mura di questi edifici, rendendo necessario l'intonacatura e le riparazioni da effettuare al termine di questa.Architettura umile, in fin dei conti, realizzata con fede, amore e tenerezza. Siamo sbarcati in piccole città come Kotaka, Kuna o Buna ed abbiamo contemplato le diverse forme, sempre belle e suggestive, di queste costruzioni uniche, ci siamo emozionati nel praticare il rituale che prevede di togliersi le scarpe per entrare all'interno di queste piccole meraviglie, e ci siamo compiaciuti dell'orgoglio con cui la popolazione locale ci mostra il suo tesoro più prezioso. Il Niger, un fiume per sognare ad occhi aperti, con le sue moschee ed i piccoli tesori da scoprire. Siamo tornati al fiume "viaggiatore", il grande Niger, per scoprire dal ponte della nostra pinaccia un'architettura nascosta, popolare, umile che spunta dalla terra, si fonde con il terreno da cui sembra emergere e formare bellissimi castelli fiabeschi che richiamano moschee. Architettura nascosta perché il profilo è visibile con difficoltà dalle rive del grande fiume, tra la rigogliosa vegetazione che copre le sponde si intravedono timidamente i sottili minareti, però solo nel caso delle costruzioni più notevoli. Architettura popolare perché sono proprio gli abitanti dei piccoli villaggi ad ergere con saggia maestria questi piccoli edifici. Architettura deperibile in quanto la stagione delle piogge castiga severamente le sue pareti rendendo necessaria l'intonacatura e la cura alla fine di tale periodo. Architettura umile dopo tutto, costruita con fede, amore e tenerezza. Siamo atterrati in piccole città come Kotaka, Kuna o Buna e ne abbiamo contemplato le diverse forme, sempre suggestive e belle che acquisiscono queste costruzioni uniche, ci siamo emozionati con il rituale suppone rimanere scalzi per entrare all'interno di queste piccole meraviglie e abbiamo goduto guardando l'orgoglio con cui i locali ci mostravano il loro tesoro più prezioso. Il Niger, un fiume per sognare ad occhi aperti, le sue moschee, piccoli tesori da scoprire.
Città di Ségou
Ségou
Sulle rive del Fiume Niger. È l'antica capitale dell'Impero Bambara, centro di primaria importanza in epoca coloniale, quando era il nucleo amministrativo dei francesi. Una parte della città presenta un architettura d'ispirazione francese, mentre il resto è in stile tradizionale africano, con case di fango. Fu fondata dai Bozos, una etnia di pescatori. Un tempo era una città ricca, per via della sua posizione sulle rive di un fiume dal forte significato commerciale. Non ci sono particolari attrazioni, escluso il mercato, una moschea ed i pescatori.
Riserve Naturali di Bandiagara
Prairie Dogon
La localita' di Dogon è una bellissima cittadina al confine tra il Mali e Burkina Faso. Sotto la scogliera di Bandiagara, c'è un immenso prato, che grazie ad un fiume rimane abbastanza verde per tutto l'anno, permettendo poche culture, pascolo per alcuni capi di bestiame appena produce aliomento per la gente della valle. Nonostante, e' troppo scarso il raccolto, e molte persone vanno a lavorare nell' altro lato perché ci vuole di più per vivere bene. La regione e' aiutata da fondi internazionali per lo sviluppo, ma se si osservano le dune sullo sfondo del prato, ogni giorno sono più vicine al fiume, il che sottrae terreni alla coltivazione, e le possibilità di vivere lì. La gente è molto cordiale e piacevole. I vecchi si riuniscono nel centro del paese, al di sotto dell' "arbre a palabre," l'albero delle parole. Si tratta di una costruzione in legno molto bassa che fornisce ombra per venire a sedersi e per parlare dei fatti del paese, prendere decisioni e semplicemente stare insieme. I giovani giocare in strada, ma da molto giovani devono andare nei campi, e sono pochi quelli che rimangono nella scuola, soprattutto perché è lontana, dovrebbero lasciare la famiglia, ed avrebbe un costo proibitivo.
Villaggi di Bandiagara
Dourou
(1)
Il villaggio di Dourou si trova nella prateria Dogon, tra Mali e il Burkina Faso, nei pressi della città di Bandiagara. I Dogon sono un gruppo etnico che parla una lingua particolare, sono una minoranza a Mali, ora ne rimangono appena 800 mila. Hanno una cultura molto vivace, sono i produttori delle maschere africane che potrete vedere nei mercati di Mopti e Djenné. Ora stanno perdendo molte delle loro tradizioni perché vivono in una regione molto povera, senza prospettive di lavoro e di sviluppo, a parte quella del turismo sostenibile. Il turismo si sta lentamente sviluppando, ma c'è di tutto. Ci sono guide turistiche che nemmeno sono del posto; arrivano, lasciano i loro rifiuti, se ne vanno, non chiedono il permesso agli abitanti di una casa per entrare e poterla mostrare; e ce ne sono delle altre, che sono originarie del posto e rispettano le tradizioni e lo stile di vita della gente. Con loro trascorrerete dei momenti indimenticabili. Tutti i villaggi sorgono sulla scarpata di Bandiagara o sulla prateria 500 metri più in basso. Dougou era l'ultimo villaggio della nostra camminata di tre giorni, e poi saremmo dovuti risalire per un sentiero molto stretto! I Dogon sono animisti e se avete la possibilità di partecipare ad una festa di qualche villaggio, non esitate.
Moschee di Timbuctù
Djingarey Ber mosque
(1)
Siamo arrivati ​​a Timbuktu la scorsa notte, dopo una giornata intera andando in giro sui fuoristrada per il Sahel ... "L' Atene africana", "la Mecca del Sahara", "La Roma del Sudan" ... Questi i molti altri nomi hanno avvolto questa città un'aura magica, anche se oggi giorno alcuni insistono a negare tale diritto, Timbuktu è un posto dove non ti preoccupa il fatto di perderti, circondato dalla popolazione Tuareg, la tranquillità delle sue strade (vuote all'ora di pranzo, da quanto caldo c'è), architettura, manoscritti dei clan di lì hanno conservato generazioni in generazione sin dal XIII secolo ... Uno dei suoi gioielli è Djingarey Ber-moschea, che più tardi ho potuto capire e godere di nuovo attraverso il libro The Architect di Timbuktu, Manuel Pimentel, consiglio a tutti ... Questa moschea è stata costruita da Es Saheli, granadido convocato da imperatori Kanku Mussa. Dicono che è stato ispirato dalla formica che quelle terre può essere visto che punteggiano i campi, e, naturalmente, possiamo credere.
Deserti di Timbuctù
Tumbuctú, Sahara gate
Durante i 10 giorni del mio soggiorno in Marocco abbiamo preso il 4x4 e percorso l'antica via del Dakar. Abbiamo attraversato un tratto di terra molto povera, dove abbiamo visto la miseria ma anche paesaggi indimenticabili: ovunque c'era sabbia, solo sabbia. Héiseres, notti stellate senza inquinamento luminoso, peccato che non abbia foto, e la cosa migliore: un giro in cammello per le dune del deserto di Toumbuctu rosso, di questo sì che ho le foto. Nonostante la loro qualità, mostrano ancora tutta quella- bellezza.