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Cosa vedere a Srebrenica

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3 cose da fare a Srebrenica

Di interesse culturale di Srebrenica
Srebrenica
Srebrenica è un nome per il libro di storia del XX secolo. Significa città d'argento perché, fin dall'epoca romana, dalle sue miniere veniva estratto l'argento, ed invece tutti la conoscono per essere la città in cui è avvenuto il massacro durante la guerra dei Balcani (1992-1995). Camminare per le sue strade significa ripercorrere la storia recente dell'Europa, guardare le mura delle case con i buchi della guerra significa guardare la storia e sentire il suo ruggito, fare un'escursione nelle vicinanze di Srebrenica e trovare i resti delle munizioni, significa toccare la storia. A Srebrenica gli adulti hanno molte cose da raccontare, alcune persone raccontano storie di guerra offrendo ospitalità, in estate, con caffè, anguria, sigarette e parole, e quei gesti che significano "benvenuto in questa casa"; e ci sono anche quelli che stanno in silenzio e quelli che vogliono dimenticare. Ed i bambini giocano con questo silenzio, con quella paura vuota del passato, con quel ruggito della tanica e della mitragliatrice nascoste nelle strade in cui giocano e dietro le facciate delle case in cui vivono. Srebrenica è un posto in decadenza, che cerca di sopravvivere alla sua storia nera, cerca di andare oltre il ricordo di 8000 uomini e bambini che non ci sono più. Cerca di far coesistere la chiesa ortodossa con le moschee, in cima alle strade, magari ci riesce.
Di interesse culturale di Srebrenica
Srebrenica
InterRail realizzato da due fotografi durante 2 mesi toccando le seguenti città: Francia Bosnia Serbia Croazia Bulgaria Turchia e Grecia!
Di interesse culturale di Srebrenica
Campagne di Srebrenica
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La verde periferia di Srebrenica, città a circa 150 km da Sarajevo, è immersa nelle campagne bosniache e presenta un'atmosfera al contempo tragica ed idilliaca. La vegetazione è costituita prevelantemente da tenaci felci che, da una decina d'anni, stanno "colonizzando" incontrastate l'area rurale. La semplicità e la cortesia dei suoi abitanti, unita all'essenziale rusticità dell'architettura, "proietta" questi luoghi ben al di là della forsennata civilizzazione contemporanea, collocandoli in una regione quasi atemporale in cui il divenire sembra scorrere più lentamente, in modo più spontaneo, in perfetta armonia con i cicli della natura. Tuttavia, queste lande, falcidiate dalla recente guerra, ne recano ancora i terribili segni (o per meglio dire le sacre stimmate) ed è davvero toccante camminare per quella che è chiamata "la via delle vedove", abitata appunto esclusivamente da donne, rimaste vedove a causa della guerra. Dai loro sguardi e dai loro modi trasuda una dignità ed una forza d'altri tempi, degne degli antichi eroi di epoche ormai dimenticate.