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Cosa vedere a Piacenza

252 Collaboratori
  • Monumenti
    47 posti
  • Musei
    14 posti
  • Paseggiate
    15 posti

105 cose da fare a Piacenza

Musei di Piacenza
Museo degli sffreschi G.B. Cavalcaselle
Il Museo degli affreschi G.B. Cavalcaselle (Piacenza) è un edificio risalente al XIII secolo. Nel 1935, grazie ad Antonio Avena, è diventato una popolare attrazione turistica chiamata "Tomba di Giulietta" e successivamente fu aperto al pubblico. Questo posto è stato, secondo la leggenda, il luogo contenente il corpo di Romeo e Giulietta. Attualmente è molto visitato.
Musei di Piacenza
Basilica di Sant'Antonino
(2)
Museo della Basilica di s. Antonino I frati del Santuario Antoniano hanno pensato che potrebbe essere utile un sito in cui trovare notizie, informazioni e spiegazioni per coloro che volessero conoscere meglio il luogo dove per quasi 8 secoli, giace il corpo del santo che il mondo ama.Dispone di ingresso libero e gratuito . Cartelli informativi e fotografie ci conducono nel tempo e nello spazio per mezzo di questa passeggiata attraverso la storia.
Musei di Piacenza
Galleria d'arte moderna ricci oddi
(1)
Galleria d Arte Moderna Ricci Oddi il Comune di Plasecian e l'impresa dei servizi culturali Altana proporrà una serie di tour di sensibilizzazione e apprezzamento della collezione permanente di Ricci Oddi. L'iniziativa offre anche l'opportunità di approfondire la mostra "Dipingere il toscano Ricci Oddi. Confronto delle collezioni" attualmente in corso nella galleria, e ha chiesto un interessante confronto tra la collezione permanente e quella di Macchioli in esposizioni temporanee.
Fiumi di Piacenza
Fiume Po
(6)
Il fiume Po è il più grande fiume italiano, con i suoi 652 km di lunghezza e scorre interamente in territorio italiano. Il suo bacino è di circa 71.000 miglia quadrate e porta una media di 1540 metri cubi al secondo (raggiungendo fino a 13.000 metri cubi, durante le alluvioni) nel Mare Adriatico. Il fiume nasce nella regione Piemonte e attraversa cinque capoluoghi di provincia: Torino, Pavia, Piacenza, Cremona e Ferrara. Passa per lunghi tratti tra la Lombardia, l'Emilia-Romagna e parte del Veneto, prima di sfociare nel mare Adriatico in un delta che è diviso in sei rami. Dato che la maggior parte del fiume si trova nella Pianura Padana, gli argini di questa zona sono chiamati Valle Padana. Il Po è stato chiamato dai Greci Ἠριδανός Eridanos, che deriva dal latino e che in italiano è Eridano. Questo nome indicava un fiume mitologico che sfociava nell'oceano e che solo molto più tardi fu identificato come il fiume Po. Eridano ha una vecchia radice molto comune (*RDN) in altri fiumi europei (Rodano, Reno, Danubio). Tra i liguri era chiamato Bodinkòs, da un'altra radice indoeuropea (*BHEDH) che significa "profondo". Il nome latino Padus, che ha dato origine all'aggettivo "padano" dovrebbe provenire dalla stessa radice di Bodinkòs. Il nome italiano "Po" deriva dalla contrazione (Padus> Paus> Pau> Pò) da Padus; in diverse lingue europee, in particolare in slavo, ma anche in rumeno, il fiume è chiamato oggi Pad. Passando attraverso una regione altamente industrializzata e confinante con diverse città, il fiume è sottoposto a grande inquinamento, che viene incrementato anche da altri affluenti di fiumi o canali delle grandi città del Nord-Centro Italia. Navigabile quasi per la sua lunghezza, il Po diventa un'opzione di svago, ma la balneazione è vietata. Mangiare pesce pescato nel Po è altamente rischioso. Un vero peccato perché in alcuni luoghi il paesaggio è ammirevole.
Di interesse culturale di Piacenza
Duomo Di Piacenza
(2)
Chiesa in stile romanico con pianta a croce latina (con un braccio più lungo dell'altro), il Duomo di Piacenza fu costruito tra il 1122 e il 1233 con l'aiuto della società locale del tempo. La cattedrale è dedicata a Santa Giustina ed alla Madonna dell'Assunta. In realtà già esisteva in questo luogo una basilica paleocristiana dedicata a S. Giustina, ma crollò durante un terremoto. Come tutte le antiche chiese, la larghezza, l'altezza e il buio perenne causano un effetto opprimente sui fedeli. Chiunque si sente umile all'interno del Duomo. Le figure ostili all'ingresso della basilica, i riferimenti religiosi, non servono solo a sostenere le colonne supportati alle spalle ma anche a tenere lontane le persone di poca fede. La parola "Duomo" si riferisce alle chiese più grandi, così come in Germania viene utilizzata la parola "Sun". Solitamente le cattedrali si distinguono per le loro dimensioni e la loro scrupolosa attenzione verso l'architettura e le opere d'arte. "Duomo" in italiano deriva dal latino "domus", che significava semplicemente a casa. Con le invasioni barbariche questa parola venne associata con l'idea di chiesa, la "casa di Dio". All'esterno della chiesa si può notare una sorta di gabbia nella torre, con un finestrella. Questa funzionava come accesso; per volontà di Ludovico il Moro, duca di Milano e poi signore di Piacenza, la gabbia fu costruita nel 1495 e serviva come prigione per i condannati per reati gravi. Il condannato passava dalla finestra fatta con porte in legno molto spesso e poi veniva spogliato ed esposto nella gabbia con sbarre di ferro. Era comune rinchiudere ed esporre un prigioniero nella torre della chiesa in occasioni alcune importanti visite, soprattutto durante l'inverno, in modo che l'agonia durasse poco. Una piazza antistante la chiesa allevia la sensazione di buio cupo del suo interno. Panchine, giardini fioriti, una statua della Vergine Maria illuminata, bambini che giocano nello spazio aperto della piazza e una buona serie di locali, pizzerie, farmacie, negozi di alimentari, gelaterie, negozi di abbigliamento e prodotti tipici. Oltre ai caffè, naturalmente. Si può peccare a volontà - peccati lievi, ovvio - il Duomo sarà sempre lì ad accogliervi per una confessione o una preghiera. Nel cuore di Piacenza.
Vie di Piacenza
Centro di Piacenza
(1)
Non disponevamo di un altro giorno per visitare Piacenza, per cui ci è toccato farlo sotto la pioggia, ma le condizioni meteo non ci hanno impedito di apprezzare la bellezza della città e delle sue stradine di ciottoli. Si tratta di una città che ha avuto vicende alterne: fondata come colonia romana nel 218 a.C., fu assediata senza successo da Asdrubale, ma venne lo stesso distrutta nel 190 a.C. dai Galli e la sua popolazione venne ridotta in schiavitù. La recuperarono i Romani, riscattarono molti degli schiavi e la ripopolarono con nuovi coloni, iniziando in contemporanea la costruzione di strade che favorirono gli scambi commerciali con la costa. Nell'anno 324 si consegnò ad Antonino, soldato della Legione Tebea, patrono della città, e venne in suo onore eretta una basilica restaurata nel 903 e ricostruita nel 1101 e nel 1562; attualmente l'edificio è una chiesa ancora in uso in cui è possibile vedere le reliquie di Antonino. Ha inoltre sofferto una serie di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, che l'hanno lasciata senza i ponti sui fiumi Po e Trebbia. Di questa città oggi rimangono comode strade, molti palazzi e monumenti, un vivace ambiente culturale e gastronomico; perciò non perdere l'occasione di gironzolare tra le sue strade che ti riserveranno un sacco di sorprese.
Di interesse culturale di Piacenza
Piacenza
(2)
A Piacenza ho vissuto i primi 20 anni della mia vita. La conosco molto bene. La città risale all'epoca romana, quindi ha un centro città che rispecchia i canoni delle città romane. I principali monumenti sono il Gotico, il Duomo, Palazzo Farnese, Sant'Antonino. E da le piazze da visitare sono Piazza Cavalli e Piazza Duomo. Molto carina la passeggiata pedonale sulle antiche mura romane: Viale Pubblico passeggio, dove c'è anche qualche bar per l'aperitivo. Il centro è piccolo, e in un paio d'ore si è completato un bel giro turistico. La vita notturna non è degna di nota, a parte un'iniziativa estiva molto interessante, ovvero i venerdì sera con negozi aperti. Eventi che riempiono il centro di piccole interessanti manifestazioni. Decisamente degna di nota è la provincia: Val Trebbia, Val Nure, Val Tidone. Per fare un bagno in Trebbia e gustare i prodotti tipici locali: vini e salumi.
Statue di Piacenza
Statua di San Antonino
(1)
Sant'Antonino fu un centurione della legione Tebeia che si convertì al cattolicesimo. Per questo motivo fu decapitato il 4 luglio 303 a Travo, un paese in provincia di Piacenza, sul fiume Trebbia. Il suo corpo venne sepolto vicino alla chiesa di Piacenza, come si usava all'epoca. Dieci anni più tardi, l'imperatore Costantino dichiarò la libertà religiosa dell'Impero, ma per il povero centurione era troppo tardi. Fu dichiarato martire cristiano e patrono della città di Piacenza. La statua venne forgiata in bronzo da uno scultore della provincia di Piacenza, Sergio Brizzolesi (www.sergiobrizzolesi.net) nel 2001 e collocata presso il casello di Piacenza (direzione Genova) in un piazzale chiamato Genova, vicino a Corso Vittorio Emanuele II. Nella mano destra il santo tiene una bandiera, mentre con la sinistra cinge una croce che porta al petto. La gran festa in suo onore si tiene ogni 4 luglio e paralizza la città. Essendo un monumento recente in una città antica, l'artista decise di omaggiare Piacenza con alcune immagini dei luoghi più importanti: la Basilica di Santa Maria di Campagna, luogo da dove partì la prima crociata della storia; il Duomo di Piacenza, centro ecclesiastico della città; la Basilica di Sant'Antonino, Palazzo Gotico, sede dell'amministrazione comunale; Palazzo Farnese, residenza locale della famiglia che regnava al tempo del Ducato di Parma e Piacenza; il sito archeologico della provincia romana di Veleia; Castell'Arquato, interessante borgo della provincia; Bobbio, una delle più importanti città della provincia. Tutto questo rende la statua un vero e proprio monumento alla città; ma non è tutto... Sotto le lastre di granito che sostengono la statua vi è un elaborato meccanismo che fa ruotare Sant'Antonino in senso orario, compiendo un giro completo ogni quattro ore. La statua si accende alla base utilizzando il segnale satellitare progettato dall'Istituto Galileo Ferraris di Torino; questo è stato sincronizzato in modo che a mezzanotte, puntualmente, Sant'Antonino dirige il suo sguardo verso Piazza Cavalli (foto). I piacentini sono orgogliosi di quest'opera e sanno che Sant'Antonino veglia su di loro, ovunque essi si trovino.
Competizioni Sportive di Piacenza
Giro d'Italia 2011
(1)
Il Giro d'Italia 2011 si è svolto dal 7 al 29 maggio, con alcune curiosità: la triste notizia è stata la morte del ciclista belga Wouter Weylandt che è caduto durante la discesa del "Passo del Bocco," ma il Giro non si è fermato per questo. Parte di una tappa è stata annullata per evitare che i corridori rimanessero privi di assistenza per 37 chilometri, una grave pecca nell'organizzazione. Un enorme errore è stato l'inserimento di un passo in Austria. Includere alcuni passi in paesi vicini è di certo novità gradita, ma l'Austria fu il paese che invase e dominò parte dell'Italia in diverse occasioni. Proprio quest'anno ricorre il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Il percorso del Giro ha attraversato 17 regioni italiane partendo da Torino, prima capitale d'Italia e concludendosi a Milano, capitale economica del paese; ha coperto una distanza di 3524 km. Lo spagnolo Alberto Contador ha vinto la manifestazione, aggiudicandosi la maglia rosa della 94esima edizione; è anche passato sotto la finestra di casa nostra in una delle fasi. Nelle foto si può vedere la strada prima e durante il passaggio degli atleti.
Chiese di Piacenza
Chiesa di Sant'Antonino
(2)
La prima costruzione di questo edificio religioso, che subì poi rimaneggiamenti fino al XX secolo, risale al IV secolo. Presenta forme decisamente insolite, con un transetto anteriore sormontato da una torre ottagonale a tre ordini di bifore, mentre il braccio sinistro è preceduto da un alto e slanciato pronao gotico, detto Il Paradiso. L'interno, a tre navate, è in stile neogotico, anche se rivela tracce un po' ovunque della struttura originaria.
Feste di Piacenza
Festa nigeriana
(2)
Curioso il paradigma di integrazione tra culture. Siamo stati invitati a partecipare, sabato 25 Settembre 2010, alla festa nigeriana chiamato "Il taglio della patata." Si tratta di un festival che si svolge in tutto il mondo nonostante la sua comunità sia alquanto piccola. Oltre ad essere invitato come ospite, sono anche stato scelto come operatore video ufficiale della manifestazione; questo mi ha concesso di scattare delle foto decenti alle patate tagliate e giunta la sera, il tutto si è trasformato in un vero party. La scarsa illuminazione del grande spazio all'aperto non ha fatto perdere l'entusiasmo dei presenti che hanno ballato senza sosta fino alle prime luci del mattino. L'evento si celebra anche in altre culture, come le feste dei raccolti in diversi paesi, che festeggiano l'abbondanza che segna l'inizio di un nuovo ciclo, dopo la pausa invernale. In questo caso la patata è al centro dell'attenzione. Essa è importante tra i popoli delle regioni del Senegal e il Congo, ma viene anche consumata in altri Paesi africani. La colonia nigeriana residente a Piacenza è di grandi dimensioni: è composta da ferventi cattolici che hanno lentamente contribuito a cambiare la società piacentina attraverso matrimoni misti. Così, anche le tradizioni hanno subito dei cambiamenti. Niente più grossi piatti tradizionali in cui ognuno affonda entrambe le mani, come ha spiegato il Presidente dell'Associazione Nigeriana Piacentina, ma singoli piatti e posate. Non solo birra, bevanda molto apprezzata dai nigeriani, ma anche vino piacentino per accompagnare il pasto. Solo il cibo, i costumi della festa e la musica erano veramente nigeriani. I molti bambini presenti parlano tra loro in italiano, come ogni bambino nato e cresciuto qui. Le patate erano molto buone. La musica, un po' alta ma contagiosa. E' stata un'esperienza di condivisione di festa molto lontana dalle mie tradizioni ma che mi ha fatto sentire, allo stesso tempo, un po' nigeriano, italiano e brasiliano. Comunque, cittadino del mondo.
Informazione Turistica di Piacenza
Verde per l'Italia
(4)
Spesso ci troviamo in una situazione difficile a causa della mancanza di informazioni. A volte può trattarsi di un piccolo dettaglio, ma in certi momenti diventa un gran problema. Per esempio, pagare il pedaggio in un paese che non conosciamo, creando una fila chilometrica di conducenti impazienti che suonano il clacson arrabbiati. Se siete in auto in Italia e se non avete familiarità con le strade a pedaggio italiane, il video qui sotto può essere di aiuto. Se l'automobile ha installato un dispositivo automatico di pagamento (Telepass, ecc), è sufficiente prestare attenzione quando si entra o si esce dall'autostrada, perché la velocità massima è di 30 chilometri all'ora, ma il pagamento avviene automaticamente. Se avete un Telepass o un altro sistema, è necessario ritirare il biglietto d'ingresso autostradale e utilizzarlo per pagare all'uscita. Conservatelo. Se il vostro veicolo non dispone di uno dei sistemi automatizzati accettati dalle strade italiane che permettono di passare attraverso il pedaggio senza fermarsi - e che verrà scalato dalla vostra carta di credito - avete tre opzioni di pagamento: utilizzare una carta di credito o di debito in un casello abilitato; pagare in contanti (euro, in questo caso) al casello, ma non è sempre disponibile; pagare in contanti al casello self-service. Se si paga con carta di credito o di debito è sufficiente inserirla e ritirare il biglietto. Nel casello automatico, dopo la consegna del biglietto, il valore del pedaggio appare su un display. Nel casello self-service il biglietto deve essere inserito per la lettura e il calcolo dell'importo da versare, quindi la somma da pagare appare su un display e è necessario inserire il denaro in monete o banconote (sempre in euro), prendere il resto richiedere e la ricevuta. E' più facile farlo che spiegarlo, basta guardare il video una volta. Buon viaggio! :)
Musei di Piacenza
Villa Verdi
(1)
villa verdi è stata per me una grande sorpresa.... suono il flauto dall'età di 11 anni ... e in tanti anni di studio avevo una strana antipatia per giuseppe verdi.... poi un giorno decisi di fare uno dei miei viaggi ad itinerario musicale ed ho scoperto un luogo meraviglioso che è stata fonte di ispirazione per giuseppe verdi... e mi sono ricreduta sull'uomo e l'artista.... bisogna sempre conoscere ... vedere con i propri occhi ... per aprire la mente e capire le cose... per me è stata un'esperienza straordinaria
Chiese di Piacenza
Chiesa di Santa Maria di Campagna
La Chiesa di Santa Maria di Campagna fu costruita dove un tempo sorgeva la chiesa di Santa Vitoria, che all'epoca serviva come base per il Consiglio Urbano che culminò nella prima crociata. Venne costruita tra il 1522 e il 1528 per mantenere l'immagine della Madonna del campo, che ancora oggi attira molti credenti che lo considerano un luogo miracoloso. Si tratta di una chiesa che attira l'attenzione per le sue dimensioni insolite; si trova fuori dal centro della città. In realtà, è stato un importante sito di passaggio obbligato per i pellegrini nei secoli precedenti, acquistando molta più notorietà del Consiglio Urbano. Il suo interno è quasi interamente affrescato, nonostante il progetto originale sia stato modificato più di una volta; è facilmente riconoscibile per la sua imponente cupola ottagonale e le sue due cappelle laterali a sinistra dell'altare. La chiesa presenta due strumenti meravigliosi realizzati su volere dalla Serassi, la famiglia Bergamo. Uno di essi fu progettato da un organista e compositore del XIX secolo, Padre Davide (Bergamo). La chiesa si trova in Piazzale delle Crociate e ospita una lapide di granito che ricorda l'avvenimento storico della Prima Crociata. Nonostante il tempo, Santa Maria di Campagna non perde mai la sua importanza, dato che l'immagine della Santa attrae molti fedeli. Costituisce un passaggio obbligato per i numerosi pellegrini che attraversano la città, lungo le antiche rotte. In primavera la chiesa promuove una festa speciale nella quale è possible ascoltare il meraviglioso suono dell'organo. Ed è subito primavera!
Giardini di Piacenza
Giardino delle margherite
Il Giardino delle Margherite si trova di fronte alla stazione di Piacenza. E' aperto dalle 07:30 alle 18:30 da ottobre a febbraio e dalle 06:30 alle 22:00 da marzo a settembre. Si tratta della zona residenziale più grande e più centrale della città, con circa 20.000 metri quadrati di verde. Durante i giorni più caldi diventa un'oasi per i visitatori, con le sue panchine riparate all'ombra degli alberi e una piccola fontana - che in inverno gela-. L'area fu acquisita da un certo conte Giacomo Costa nel XIX secolo, che è vissuto in Via Roma. Nell'ambito del progetto del cremonese Giovanni Motta, il terreno fu trasformato in un giardino in stile inglese, con percorsi curvi, piccole grotte e templi, di cui solo uno resta chiuso ai visitatori. Con la morte del conte nel 1880, il parco venne aperto al pubblico e fu ceduto al Comune di Piacenza, che ha finito per sacrificarne un pezzo per la costruzione della piazza di fronte alla stazione. Una grotta, un piccolo tempio e un obelisco, sono ciò che resta del vecchio parco, ridisegnato nel 1893 per la costruzione del piazzale della stazione. Subì una grande ristrutturazione quattro anni fa. Oggi il parco è un vero e proprio must: qui si può sonnecchiare sulle panchine, passeggiare a piedi o in bicicletta, prendere il sole o godersi l'atmosfera col proprio partner.
Palazzi di Piacenza
Palazzo Anguissola di Grazzano
Il Palazzo Anguissola di Grazzano fu commissionato dal marchese Ranuccio Anguissola, un membro di una delle più antiche famiglie nobili di Piacenza. La costruzione ebbe inizio nel 1774 su progetto dell'architetto Cosimo Morelli; questi seppe trasformare un'area di smaltimento irregolare in una pianta a forma di U, molto comune nella regione. La sua posizione, quasi di fronte al Giardino Merluzzo, con una piazzetta antistante l'ingresso, permette di godere di un panorama su molti altri luoghi di interesse storico della città, formato da strade strette e scure. Vi è anche un altro ampio cortile interno, purtroppo riservato ai residenti. Infatti, questo luogo veniva utilizzato da Ranuccio Anguissola per ricevere ospiti per lunghi periodi, non essendo mai stato suo alloggiamento fisso. Si tratta di uno degli edifici meglio conservati della città e attira l'attenzione di tutti i visitatori. Oggi non appartiene esclusivamente alla famiglia Anguissola. A due passi dalla stazione ferroviaria e sulla strada per piazza Duomo, merita una foto.
Chiese di Piacenza
Sala dei Teatini
Ogni volta che passavo davanti a quell'immenso luogo quasi in rovina, mi chiedevo cosa fosse. Mi spiaceva vedere un imponente edificio abbandonato a se stesso così. Non fu mia sorpresa vedere un giorno una recinzione che lo circondava, segno che la sua ristrutturazione stava iniziando. Due anni più tardi, ecco riapre al pubblico l'ex chiesa di San Vincenzo, che ora si chiama Teatinos. È aperta dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:30, anche il sabato, la domenica e nei giorni festivi. L'allora vescovo della città concesse ai Teatinos (arrivati a Piacenza nel 1571) un luogo da usare come convento: la chiesa di San Vincenzo, per l'appunto, costruita nel 1728 in sostituzione di un vecchio edificio medievale. La costruzione della nuova chiesa iniziò nel 1595 e fu consacrata nel 1629. Molto è stato fatto perché la chiesa risaltasse per le belle opere sacre, avvalendosi del lavoro di artisti locali. Nomi come Giovanni Battista Galluzzi, Giovanni Evangelista Draghi, Felice Riela e Federico Ferrari sono poi passati alla storia come grandi maestri. La chiesa fu saccheggiata dall'invasione di Napoleone, che si impossessò di numerose opere d'arte. Nel 1843 fu acquistata dalla Confraternita del Cristo, che vi fondò una scuola. Questa però fu completamente distrutta in seguito. Nel 1972, con la rimozione della Confraternita del Cristo, il complesso divenne municipio, ma fu mantenuto chiuso fino a quattro anni fa, quando vennero iniziati i lavori di restauro, sia della parte interna che dell'ex chiesa. Visitare questo luogo ti fa tornare in un'epoca in cui è il tempo a dettare le regole. Personalmente ritengo che l'ex chiesa di San Vincenzo sia una delle più belle opere sacre che abbia mai visitato.
Palazzi di Piacenza
Palazzo del Tribunale
Il Palazzo della Corte di Piacenza venne costruito nel Medioevo e apparteneva inizialmente alla ricca e potente famiglia Landi. Un complotto contro Pier Luigi Farnese, che avrebbe coinvolto un membro della famiglia Landi, fece sì che il figlio di Pier Luigi, Ottavio Farnese, si impossessasse della costruzione della famiglia Landi. Il Farnese, duca di Piacenza, utilizzò l'edificio come sede del Consiglio Supremo di Giustizia e, qualche tempo dopo, come Corte di Finanza. Oggi il Palazzo ospita la Corte d'Appello e la Prefettura, che svolge le seguenti funzioni: rappresentare il governo a livello provinciale, coordinare le attività statali, gestire il controllo locale, gli organi amministrativi atti a garantire l'ordine pubblico e la sicurezza. Gran parte del vecchio edificio venne persa, restano solo alcuni dettagli di ornamenti antichi. L'interno dell'edificio è stato modificato per soddisfare le esigenze attuali. Ma l'ingresso rimane comunque un magnifico portale in marmo opera dello scultore lombardo Giovan Pietro da Rho, autore di un altro splendido portale: quello di Palazzo Stanga a Cremona.
Attività a Piacenza
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