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Cosa vedere a Etiopia

759 Collaboratori

262 cose da fare a Etiopia

Chiese di Lalibela
Bet Giyorgis
(5)
Bet Giorgis, o Casa di San Giorgio è la chiesa più sorprendente, unica, che si trova a Lalibela. Non è l'unica, in quanto fa parte di un complesso di 11 chiese che sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità dal 1978 e continua ad essere il principale luogo di pellegrinaggio per i cristiani ortodossi etiopi. I promotori si ispirarono agli edifici di Gerusalemme del tempo di Saladino (secolo XII). La Casa di San Giorgio è un monolite perfetto che ha circa 15 metri di altezza (o "bassezza", in quanto è completamente scavato nelle profondità della roccia). Vi si accede attraverso una sorta di passaggio ugualmente scavato nella roccia e poco visibile dall'alto, pieno di muschio verde e umidità... Si può entrare a far visitarla, a piedi nudi (senza scarpe, ma si può con i calzini), anche se è l'esterno ciò che più sorprende e ti fa guardare e scattare foto senza fermarsi. Attenzione a non avvicinarsi troppo al bordo, quando siete in alto... Ci sono alcuni che sono morti per la caduta, e lì c'erano le loro foto e le candele. Accanto, su una piccola collina o sporgenza, c'è un cimitero attuale... Vale la pena di andarci perché ha una bella vista sulle verdi colline che formano Lalibela.
Villaggi di Lalibela
Lalibela
(5)
Che cosa si può dire a questo punto di Lalibela. Per me è stato un luogo magico, con incredibile energia come per esempio Abu Simbel (Egitto), Taj Mahal (India)) o Machu Pichu in Perù. Si tratta di un luogo unico al mondo, non sembra che sia in Africa, ma su un altro pianeta. Le loro chiese sono qualcosa di unico e irripetibile, le strade incredibile, la sua posizione incredibile e quindi non posso dire altro, solo di andare a vedere queste foto fatte con tutto il mio amore e che se un giorno poteste andare non ve lo perdete per nulla al mondo perchè ne vale davvero la pena, in un altro angolo pubblicherò le chiese e questo lo dedico a Alfonso Navarro Tappero che è il mio maestro e gia ha visitato questo sito nel 2004, ma questo non importa perché è sempre lo stesso. Spero vi piacciano.
Riserve Naturali di Negele
Abiata-Shala´s National Park
(2)
La prima cosa che colpisce del lago Shala sono le sue sorgenti termali, per molti visitatori che vengono per farsi un rilassante e confortevole bagno turco. Ma bisogna stare estremamente attenti, perché a volte l'acqua è così calda che, se non si prendono le dovute precauzioni ci si può ustionare... Il lago Shala è racchiuso in un cratere enorme ed è davvero complicato accedervi, la sua ubicazione fè un habitat adatto per gli uccelli acquatici. Il lago Abyata, separato da una stretta lingua di terra, è allungato e poco profondo, in qualsiasi punto non più profondo dei 14 metri. L'ambiente dei laghi Shala / Abyata ospita oltre 300 specie di uccelli in più di 1.040 km2. Coccodrilli enormi, abbondanti colonie di pellicani e fenicotteri. I pescatori nelle loro barche fragili sono l'immagine tipica di questo bellissimo parco.
Di interesse culturale di Asela
The Omo River Valley
(2)
Situata tra Etiopia, Kenya e Sudan, la valle del fiume Omo presenta al viaggiatore come un mondo sorprendente, fermo nel tempo. Lontana da qualsiasi capitale, con un clima estremo, si nasconde in uno dei luoghi più selvaggi dell'Africa in cui vivono circa 15 tribù nomadi o semi-nomadi. Mursi, Karo, Erbore, Hamer trasformano i loro corpi in autentiche tele in cui si sforzano di esprimere il loro particolare concetto di bellezza.
Villaggi di Jinka
Villaggio Mursi
(1)
La tribù dei piattelli labiali L'Etiopia è divisa in due aree, quella del nord e quella del sud. A nord ci sono le città, i palazzi, i castelli e le chiese; a sud ci sono le tribù. Se il nord è una meraviglia anche il sud lo è. A nord si trovano le chiese di Lalibela e al sud la tribù Mursi. Questa tribù, la più guerriera di tutta l'Etiopia, ha scoperto l'affare di farsi pagare per la foto, infatti, mentre le altre tribù solito chiedono un birr per ogni foto, loro grazie ai tedeschi e agli americani ne chiedono 10 (una pazzia). I Mursi sanno di essere i più fotogenici, soprattutto grazie alle donne con il caratteristico piattello labiale che poco a poco dilata loro le labbra. La nostra esperienza è stata arrivare, fare delle foto e andarcene il prima possibile perché erano diventati piuttosto aggressivi quando abbiamo detto loro che non eravamo disposti a pagare quel prezzo per le foto. In ogni modo lascio qui delle foto per farvele vedere. A proposito, non tutte le donne hanno il piattello, ce ne sono alcune che si dipingono con dei disegni etnici.
Monumenti Storici di Gondar
Gondar
(2)
Gondar è una città situata al nord dell'Etiopia.É una città imperiale con i suoi castelli (non sembra che sia Africa) del XVII secolo, è stata fondata dall'imperatore Fasilidas nel 1635. Tre sovrani Fasilidas , Yohannes I e Iyassu segnarono lo splendore dell'epoca gondariana , che fondata su un paese agricolo, crebbe fino al commercio, le arti e edificazioni.É un piacere passeggiare attraverso le rovine e ammirare questi castelli.
Cascate di Bahar Dar
Le cascate del Nilo Blu
(3)
Sono uno dei posti mitici che uno sogna quando legge storie sugli antichi esploratori e scopritori. Di preciso fu Pedro Páez, nato in Alcarria nel 1564 in un paesino nell'attuale Comunità di Madrid, il primo europeo giunto qui. Era un missionario gesuita, esperto in lingue e cultura autoctone, che ebbe la fortuna di conoscere la sorgente del Nilo Blu nel 1613. Così come raccontano i suoi compagni, sembra che in quell'epoca le cose fossero molto diverse. Ora c'è una diga con una centrale elettrica proprio sopra le cascate che ha fatto diminuire il flusso. Parallelo al fiume Abbai, che scorre tra le rocce vulcaniche, si trova un sentiero che abbiamo attraversato passando per un ponte, retto dai portoghesi, dove abbiamo incontrato gli amhara che andavano al mercato ca vendere i loro prodotti (burro, miele etc.), per poi salire su una piccola collina e, alla fine, sentire il magico suono dell'acqua e delle cascate. Non appena abbiamo avvistato la prima, abbiamo proseguito nella stessa direzione per trovare il Lago Tana e le sue cascate, magnifiche, con acqua marrone per la stagione delle piogge e la quantità di fango e melma che trasportano.
Mercati di Addis Abeba
Mercato
(5)
Tutti vi diranno di non andare alla zona del Mercato, ad Addis Abeba, o di non portare macchina fotografica, documenti, oggetti di valore ... d'altra parte, se cercate un po' di notizie, leggerete che questo è il più grande mercato all'aperto dell'Africa. Quanto alla prima avvertenza, noi abbiamo lasciato tutto a casa: ci siamo portati dietro solo qualche spicciolo e una macchina fotografica ben legata al collo ... appena siamo arrivati, due poliziotti (o militari, non sono in grado di distinguerli) si sono subito avvicinati a noi e ci hanno fatto da "scorta". Non lo abbiamo visitato intero, abbiamo percorso solo una grande navata coperta, in cui c'erano bancarelle di artigianato e bancarelle di abbigliamento e attrezzature destinate alla popolazione locale ...Non ci è successo niente e non ci siamo sentiti in pericolo (ma questa è la nostra esperienza, naturalmente nessuno si accorge del pericolo fino a che non ha la sventura di incapparci personalmente). Quello che vi vorrei dire è che non si tratta più del più grande mercato "all'aria aperta" dell'Africa. No, . .. è diventato una grande estensione di strade in cui locali e edifici piuttosto malridotti, a volte vere e proprie baracche, sono stati convertiti in negozi o magazzini. La cosa che si conserva è, invece, l'organizzazione per settori: quindi se volete comprare una determinata cosa, sapete già in che zona dovete andare. Con la pioggia monsonica e il freddo (Addis si trova ad una notevole altezza, non fa caldo nemmeno nel mese di Agosto e gli unici momenti in cui si sta realmente bene sono in cielo c'è il sole, ma vi assicuro che non succede spesso) non ci è piaciuto molto passeggiare nella zona. Nonostante tutto questo, credo che valga la pena visitarlo. Se state attenti e avete un po' di tempo libero, direi che un luogo interessante.
Chiese di Gondar
Church Debre Pathein Selassie
(1)
Alla periferia della città di Gondar c'è la chiesa di Debre Birhan Selassie nota per i suoi murales, si trova su una collina sopra la città, con le pareti splendidamente dipinte che hanno molte storie religiose. Se guardate in alto vedete le ottanta teste sorridenti delle cherubine etiopi, tutte con una formulazione leggermente diversa. E 'il più famoso soffitto in Etiopia.
Musei di Addis Abeba
Museo Nazionale dell'Etiopia
(2)
Lucy è lo scheletro di un pre-ominide appartenente alla specie Australopithecus afarensis, di 3,5 milioni di anni. Si trova nel Museo Nazionale di Addis Abeba e poter vedere Lucy era uno dei miei sogni durante questo favoloso viaggio. Si chiama così perché quando fu scoperto nel campo degli archeologi suonava la canzone dei Beatles "Lucy in the sky with diamons" ovvero Lucy nel cielo con i diamanti, una canzone favolosa. Il museo si trova nel centro della città, è piccolo ma tenuto davvero bene, ha un po' di tutto ed è molto interessante; vi sono dipinti di Lalibela, i troni di imperatori, vestiti e utensili. Vale davvero la pena visitarlo, un museo in Africa non è molto usuale e questo merita davvero.
Templi di Bahar Dar
Monasteri del Lago Tana
(5)
Le isole del Lago Tana albergano monasteri dei secoli XIII e XIV, ancora abitati da monaci e suore (naturalmente separati), che seguono regole di vita appartata, o per meglio dire, monastica... Sorprende la magrezza di alcuni di loro, che sopravvivono con un pugno di grano al giorno o poco più! Furono fondati da eremiti del cristianesimo primitivo che cercavano luoghi dove ritirarsi dalla vita terrena, e pellegrini continuano ancora ad avvicinarsi, soprattutto in date stabilite. Uno dei più bei monasteri e più visitati da turisti è il Ura Kindane Miohret. Una camminata di circa mezz'ora attraverso il bosco permette di raggiungerlo. Si tratta di una costruzione circolare, tipico esempio della chiesa ortodossa etiope, fatta di malta di fango, con tetto di paglia a forma conica, che raccoglie al suo interno dipointi murali, manoiscritti, oggetti ecclesiastici, corone e vestimenti reali dei vari imperatori del secolo XIV. Uno dei monaci assentì a farsi fotografare mentre leggeva uno dei suoi "incunaboli", un manoscritto del sec XII o XIV. Poichè non si tratta di libri conservati per il museo continuano ad utilizzarli. Quando decise che era abbastanza, con un gesto cortese ma fermo ci invitò a uscire.
Cascate di Bahar Dar
Tis Isat in Etiopia
(4)
A 32 km da Bahar Dar si trova Tis Isat, il luogo in cui nasce il Nilo Azzurro. Con 400 metri di larghezza e 45 di caduta verticale, rappresenta una delle più spettacolari cascate del mondo. La zona è circondata da una lussureggiante vegetazione e la cascata è talmente grande che è visibile da 1 km di distanza. Se si prosegue lungo il corso del fiume si possono ammirare paesaggi incredibili che rimangono impressi per sempre. La strada che costeggia il fiume è un'autentica tortura perché non è asfaltata ed è caratterizzata da curve strettissime! Nella parte inferiore del canyon occorre attraversare il Nilo Azzurro attraverso un ponte.. Si tratta di une delle zone più belle dell'Etiopia, obbligatoria se andate a visitare questo paese.
Di interesse culturale di Asela
La tribù Erbore
La tribù degli Erbore è la più interessante fra tutte le tribù della valle del fiume Omo. Ancor prima d arrivare al villaggio già ti chiedono denaro, ti seguono, ti picchiano per avere i soldi e se ti vedono con la macchina fotografica in mano tutto il villaggio te la chiede. E' stato un peso visitare questa tribù, così antipatici da essere forse lontani cugini dei Mursi. Di tutte le tribù dell'Omo i più accessibili sono i Banna, gli Hamer e i Karo che per i miei gusti sono i più autentici di tutta la Omo.
Chiese di Lalibela
Na'akuto La'ab Church
Appena fuori da Lalibela si trova la Chiesa di Na'akuto La'ab, situata in un luogo straordinario e all'interno di una grotta naturale. Il sacerdote ci ha mostrato tutti i suoi tesori ed è sorprendente come le croci d'oro e d'argento, insieme ad altri tesori, siano custoditi senza alcun tipo di protezione. In Occidente sarebbero cibo per antiquari; cotanto valore senza nessuna forma di protezione è qualcosa che si può concepire solo in questo paese. C'è solo un problema, e sono le pulci; ce ne saranno un milione anche se non si vedono. Mi hanno punto da non crederci! Nonostante ciò, è valsa la pena vedere questo angolo di Etiopia.
Cattedrali di Addis Abeba
Cattedrale Bete Giorgis
(1)
La Cattedrale di San Giorgio, patrono d'Etiopia ad Addis Abeba, non è un must assoluto dal mio punto di vista...è stata costruita nel 1896 dall'imperatore Menelik II per la commemorazione della vittoria contro l'Italia nella battaglia di Adua (1896), ha una forma ottagonale e uno stile neoclassico, circondata da giardini. Il giorno in cui siamo andati non siamo potuti entrare, perché quel giorno si stava celebrando il funerale di un alto funzionario della Chiesa ortodossa etiope. Alle porte si agglomerava una folla che non poteva entrare...e abbiamo potuto vedere alcuni degli ombrelli parasole di velluto e altri tessuti, ricamati, che vengono utilizzati in occasioni particolari, come la Pasqua e processioni importanti.
Monumenti Storici di Gondar
Castelli di Gondar
(2)
fu fondata da Fasilidas nel XVII secolo e fu un centro poltico, amministrativo, commerciale, religioso e culturale importante per oltre 250 anni. La sua decadenza, risultato di intrighi e lotte dinastiche, si aggravò quando Trewodoros II spostò la sede del governo imperiale a Debre Tabor, a 100 km verso sud-est. Più avanti la città fu saccheggiata dai mahdisti sudanesi (sec. XIX) e infine occupata dalle truppe fasciste italiane durante la seconda guerra mondiale. Alcuni edifici risultarono danneggiati dal bombardamento delle forze aeree britanniche durante la liberazione. Questo è dunque uno dei luoghi storici e sorprendenti dell'Etiopia. Chi avrebbe mai immaginato che nell'Africa subsahariana si potessero incontrare degli autentici castelli medievali? Fu l'imperatore Fasilidas a costruire il primo, e i successori continuarono a erigere il resto delle fortezze tutto intorno. È un luogo con molti castelli e dipendenze: l'archivio reale, la casa dei musicisti, la stalla, la sauna, i bagni, la casa delle filatrici... Tutti uniti da tunnel e corridoi e circondati da alti muri in pietra. Per un po'dimenticherete di trovarvi nel "continente nero" e sarete trasportati in un luogo qualsiasi dell'Europa, potrebbe benissimo essere la Scozia... e non so se è un bene o no. Non mi ha particolarmente entusiasmato, a parte il fatto di aver visto un luuogo curioso.
Di interesse turistico di Turmi
Hamer People
(3)
Strade Africane Il viaggio tra Arba Minch e Turmi, la principale "base" per un soggiorno nel sud dell'Etiopia alla ricerca delle tribù che vivono lì, non è una strada facile ... Di solito ci vogliono molte ore, e se piove è ancora peggio anche se ho avuto un po' di fortuna, perché il tempo era molto secco l'anno in cui sono andato (2010). È anche probabile che ci siano nuove strade, e che due anni fa c'erano grandi sezioni in costruzione, ma qui le opere pubbliche possono richiedere molto tempo. Il fatto è che, come in molti viaggi, le strade sono una fonte di sorprese e di immagini indimenticabili. Quasi fin dall'inizio, la mattina presto, ci incontriamo con delle mandrie di animali utilizzando l'asfalto come un posto comodo per la loro corsa quotidiana. Essi tendono ad essere guidati da bambini o bambine armati di bastoni che li pascolano. I loro volti sono ancora arrotondati, più simili alle fazioni che si trovano nel Nord ... Naturalmente, questo implica che il percorso si faccia molto lento. Poi, sia perché abbiate bucato una gomma e dovete fare una sosta forzata, o attraversate un ponte, perché trovate una grande cascata, o perché state in macchina da molte ore e, naturalmente l'autista deve riposare, avrete molte possibilità di incontrarvi con la popolazione locale e con uno scenario spettacolare, ve lo assicuro. Ricordo un particolare punto dove improvvisamente si è aperta davanti a noi la valle dell'Omo. Una pianura che sembrava senza fine, una grande depressione del terreno con l'aria del Sahel, cioè un semi-deserto sabbioso punteggiato da alberi di acacia con i rami rivestiti di punte ... poi c'è una capanna solitaria la prima cosa che si pensa è "chi vive lì, in mezzo al nulla, ma con questa meraviglia di paesaggio avanti?". Appaiono sempre soprattutto i bambini e gli adolescenti. A volte con l'intenzione di chiedere soldi, penne o caramelle. È l'eredità dei turisti che si impegnano a fare i babbi natale senza che nessuno glielo chieda, senza risolvere nulla (anzi), a parte calmare le loro coscienze. Abbiate pazienza anche se possono essere un po' aggressivi, ma che colpa possiamo dargli?. Sono bambini. A proposito, è possibile che vi sorprendano le loro "armi" ... sono molto buone repliche di kalashnikov fatte di legno come quelle che hanno i loro padri. Più ci avviciniamo a Turmi, la strada diventa più accidentata. L'asfalto scompare e si sta guidando su piste di sabbia, attraversando letti di fiumi asciutti ... oppure no. Hai bisogno di un 4x4. L'aria diventa calda. Siamo entrati nel territorio Hamer. Ora che le vacanze si avvicinano e i sogni cominciano a prendere forma, mi ricordo i giorni in Turmi, una città nel sud dell'Etiopia, posto di riferimento della tribù Hamer, che in pochi anni è cresciuta e ha guadagnato importanza per i turisti che vengono lassù e soggiornano in questo villaggio come "casa base" per esplorare le terre di questa e di altre tribù. Non pensate, è un piccolo villaggio, quasi senza servizi e in cui inoltra ci si arriva dopo poche ore di guida su piste, polvere ... Ma stanno costruendo strade, in modo da poter essere attenti di Hamer ... Il fatto è che, almeno fino all'anno scorso, Turmi era un angolo un po' nascosto, con un paio di campeggi per ospitare gli stranieri (sì, con il suo bar e birre fredde, vedeste come le apprezzerete!), un paio di piccoli negozietti, e gli Hamer che vanno e vengono, alcuni con abiti occidentali e la maggior parte con i loro vestiti tipici. Tutto intorno, il paesaggio è punteggiato da alberi di acacie, arbusti in fiore, e letti di fiumi asciutti, sabbiosi e in larghi, per dove vengono e vanno gli Hamer, o anche scavano nella sabbia per trovare l'acqua. Se ci aguzziamo la vista, possiamo vedere delle scimmie molto curioso, con la faccia bianca e la coda e il resto del corpo nero lì in cima degli alberi più alti ... Molto vicino a Turmi ci sono alcuni piccoli villaggi. Dopo aver chiesto il permesso, un pomeriggio ci siamo diretti verso uno di loro, per vedere come riportano il bestiame al tramonto, e solo per andare là fuori e avere qualche contatto con la tribù di fantastica bellezza, sguardo fiero, e piuttosto passività a noi, se non è che vogliono venderti alcune delle loro zucche, sgabelli di legno che portano con sé ovunque per sedersi se si stancano, o collane ... I bambini, sì, ti prendono per mano per accompagnarti incluso litigano tra di loro, perché nessuno vuole perdere l'occasione di prendere la mano di un bianco. Giocano, ti guardano, ti cercano di incastrare per farsi dare qualche birr (la moneta etiope) ... E la sera è in calo, con quei colori così magnifico che si trovano solo in luoghi dove la natura è la regina. Le acacie ci danno quelle immagini tipiche dell'Africa, il calore già sta andandosene (e chiaramente arrivano le zanzare), e io mi sento benissimo, desideroso di conservare le immagini nei miei occhi e nella mia memoria, e desideroso di tornare prima ancora di essermene andato da questo posto fantastico. È proprio vero quando si parla del Mal d'Africa
Monumenti Storici di Lalibela
Bet Mariam
(2)
La chiesa di Bet Maryam ("casa di Maria") è tra le chiese (Bet Maskaldel o "Casa della Croce"), che si trovano in questa licalitá ed appartiene al XII-XIII secolo, come quella di Beth Danagel ("casa delle vergini"). Non è una chiesa molto grande la sua facciata é ancora ruvida (completamente monolitica), semplice nel suo arredo e soprattutto i suoi dipinti interni fanno di questa chiesa una delle più brillanti di tutto il Lalibela. Dedicata alla Vergine, che è particolarmente venerata in Etiopia, la chiesa è famosa soprattutto tra i pellegrini. Alcuni credono che si può considerare come la prima chiesa costruita a Lalibela. Sul lato est si possono vedere due file di tre finestre. Secondo qunato riferiscono gli esperti, la decorazione superiore rappresenta la Santissima Trinità, mentre in basso si rappresenta la crocifissione di Gesù insieme ai ladroni...Sotto il portico occidentale vi è un curioso bassorilievo, splendidamente scolpito e che rappresenta San Giorgio che combatte il drago. All'interno si trova la vera chicca di questa chiesa cioé gli affreschi che decorano i soffitti e le pareti superiori la cui datazione è imprecisa, ma le sue analogie con il dipinto copto fanno pensare che le sue origini si possono far risalire al IX secolo. Inoltre, sempre nel suo interno si possono vedere ricche decorazioni come colonne, capitelli e archi rivestiti con dettagli finemente intagliati come ad esempio degli uccelli, altri animali in generale e piante: Esempio di quanto detto é la figura di un'aquila a due teste e due tori, uno bianco e uno nero (che rappresentano il bene e il male). Una delle curiosità di questa chiesa è una colonna che è decorata con un panno sotto il quale, secondo quanto ci ha riferito il sacerdote vi sono scritti in greco e Ge'ez, cioé i 10 Comandamenti. Nessuno ha visto o letto queste iscrizioni, ma nessuno dubita del suo valore, sotto quella "coperta" più grigia oramai che bianca, e per approfondire il mistero, un diacono ci spiegó in realtà che le parole incise sulla colonna parlano di questa e del futuro dell'umanità, ma il nostro amico "Sami" assicura che sotto il velo c'é la vera risposta al mistero sulla costruzione di tutte le chiese di Lalibela. Chi lo sa, la realtà è che in questo paese il gioco tra ciò che si vede e non si vede, tra la realtà e la finzione, tra il mito e la leggenda è ancora in corso e sembra non avere importanza per le centinaia di pellegrini che affollano devotamente queste chiese. I sacerdoti insistono sul fatto che il pilastro rimarrá cosí brillante per secoli, e che sollevando il velo sarebbe stato troppo pericoloso, il fatto è che questo tipo "segreto" aiuta a mantenere un'aria di mistero che circonda Lalibela. All'esterno c'è una piccola piscina in cui le donne infertili sono immersi in etiopico Natale, nella speranza di recuperare la fertilità egli ha bisogno.