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Civita di Bagnoregio

19 opinioni su Civita di Bagnoregio

Chiara Signorini

Arrampicata su di un massiccio...

Arrampicata su di un massiccio roccione, la cui base è formata da terreno argilloso, la Civita di Bagnoregio era anche conosciuta fino a poco tempo fa come "la città che muore".
Anticamente il borgo era tutt'uno con la sua zona più moderna, Rota, ma l'erosione dovuta alla vicina valle del Tevere, le piogge, e i movimenti tellurici hanno causato il crollo di molte porzioni di roccia. Gran parte della popolazione fu costretta ad evacuare, visto il crollo di numerose abitazioni.
Fino alla metà del '900 la Civita era collegata al resto di Bagnoregio da un ponticello poco stabile, sostituito ora da una solida passerella pedonale in cemento, uno dei primi interventi di riconsolidamento avvenuti negli ultimi anni. Grazie a questi lavori di restauro, la Civita ha ripreso vita: Ora il borgo è ricco di ristoranti, negozi e pensioni. Molti abitanti sono riusciti a ritornare nelle vecchie case, ora più curate e solide; giardini dalle alte mura fanno intravedere lussuose villette e cominciano a vedersi alcune pensioni.

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Like2RollingStones

La Città che muore

La Città che muore. Che muore perché isolata. Che muore perché lentamente abbandonata dai "nativi". Perché sviluppata urbanisticamente per non adattarsi alle speculazioni edilizie del '900. Costruita strutturalmente per non resistere alle intemperie, agli agenti atmosferici e al passare del tempo.
Pietra arenaria su pietra arenaria, che si sgretola e crolla, ma anche un esempio delle capacità umane di costruire tesori dell'ingegno, nei posti più improbabili. Una di queste perle rare è Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Piccolo borgo, arroccato sul proverbiale cucuzzolo della montagna, come un'aquila sul suo nido. Un piccolo labirinto di sali e scendi, fatto di mattoni color terra, scorci da un'altra epoca, angoli verdi, angoli morti e angoli che muoiono. Un lungo ponte pedonale in cemento armato, degli anni 60, collega la terra ferma della Città che muore, col mondo che corre, ha una pendenza surreale con una vista che perde sulla Valle dei Calanchi. Con i fossati del Rio chiaro e del Rio Torbido che si specchiano a destra e a sinistra, in lunghe linee di sabbia e negli alti cumuli, disegnando il lungo corridoio ormai asciutto che una volta collegava la valle del Tevere al lago di Bolsena.

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Piero Sotgiu

Gita fuori dal tempo

Il paese viene chiamato "il paese che muore". Per arrivarci bisogna attraversare un ponte di circa 400 metri; con un costo minimo di 3€. Dopo una breve camminata si arriva in paese. Al suo interno vi sono pochi negozi, soprattutto di souvenir, un piccolo bar ed un ristorante.
Le varie vie che formano questo piccolo borgo fuori dal tempo sono molto caratteristiche ed assolutamente da visitare; la parte esterna del borgo (una specie di cinta), si affaccia su una spelonca di tufo. L'unico commento: MERAVIGLIOSO.

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Alessandro Jackal Canonici

La città che muore

Eccellente

Antico borgo vicinissimo al lago di Bolsena. Raggiungibile solamente a piedi, affascinante e molto ben tenuto. Merita certamente una visita. Non mancano i locali per mangiare, un solo b&b molto caro. Molto suggestivi i vicoli e le stradine interne. Subito dietro al paese una bellissima vista dei "calanchi" formazioni di argilla molto scenografiche.

Redi Shaba

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio, "la città che muore". Chiamata così perché un giorno non esisterà più.... Le cause sono le numerose frane che colpiscono questa piccola cittadina costruita in cima a un colle.

Federico Saccoccio

Sospesi nel tempo

Camminare tra le viuzze di un borgo il cui tempo si è fermato, ha suscitato emozioni nuove è concesso il privilegio di gustare appieno un'architettura del paesino che non ha eguali. Esperienza sicuramente da ripetere.

Catalan Belmonte

La città che muore

Situata in cima a un colle di tufo raggiungibile esclusivamente attraverso un ponte pedonale, il borgo deve il suo isolamento alla progressiva erosione della collina che rischia di far scomparire il paese.

claudio gennari

La città che muore

Un paesetto da favola, situato in cima ad una collina, detto "la città che muore" per via delle frane che scendono ai lati della collina, molto surreale, da visitare sicuramente.

Simone Guidi

Una domenica alternativa!!

Redazione Il Mio Lazio

Civita di Bagnoregio, la “città che muore”

Rosy Efrati

Meravigliosa gita fuori porta Un angolo di paradiso

Franco Inzaina

Un posto da consigliare

Un salto nel passato che tutti gli italiani dovrebbero fare

Etznad Z. Rodriguez

Meraviglioso

Eccellente
Francesco Eri

Eccellente
Lello De Gregorio

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