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Laghi a Nepal

6 laghi a Nepal

Laghi di Pokhara
Phewa Tal (Fewa Lake)
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La calma e la cordialità del popolo nepalese è qualcosa che ti entra nell'anima, ti rapisce e ti accompagna anche una volta che hai lasciato i suoi luoghi, le sue montagne, le sue valli.
Laghi di Khumjung
Lago di Gokyo
(1)
A 4.700 metri d'altezza di trovano i laghi di Gokyo, tra cui il più visitato, quello di fronte al villaggio da cui prende il nome. Il lago di Gokyo è ghiacciato durante buona parte dell'anno, ma questo è parte di ciò che lo rende così particolare. Sopra al lago si può vedere il passo di Renjo e il picco di Gokyo Ri. Attorno al lago, nonostante le temperature estreme, vivono molti uccelli, tra cui i rari Himalayan Snowcock che si possono vedere solo a queste altitudini.
Laghi di Pokhara
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Laghi di Nepalganj
Lago di Phoksundo
Raggiungere il lago di Phoksundo, in Nepal, non è una passeggiata. Innanzitutto il periodo in cui è possibile arrivare nella zona del lago, nell’alto Nepal occidentale, tra il Dolpa e il distretto di Mugu, presenta, comunque, degli inconvenienti. Autunno, inverno e primavera sono da escludere : troppo alto, troppo freddo, totalmente sepolto dalle neve. E d’estate, i voli che da Surkhet, alla frontiera con l’India, portano fino a Juphal, prima tappa per la scoperta di questa regione, sono aleatori. Dipendono dalle nuvole, dal vento, dalla pioggia. Juphal, infatti, è raggiungibile solo in volo. Se gli aeroplanini a sei posti non riescono a decollare si può sempre tentare un passaggio a bordo degli elicotteri dell’ex-esercito sovietico, vecchi bestioni reduci dall’Afghanistan e dalla Cecenia, pilotati da enigmatici piloti siberiani. Ma non sempre funziona ed anche se restano l’unico sistema di collegamento tra queste zone remote e il resto del paese, non sono, purtroppo, alla portata di tutti. Al Lago di Phoksundo, da Juphal, ci si arriva da sud o da nord. Io ho optato per il giro lungo, quello che attraversa l’alto Dolpa, supera tre passi a 5800 metri per poi scendere lentamente verso il lago a pochi chilometri da quella Montagna di Cristallo che aveva attirato nella zona Peter Matthiessen, convinto che solo sulla sua vetta sarebbe riuscito a vedere il mitico leopardo delle nevi, l’animale fantasma per eccellenza. Matthiessen il leopardo delle nevi non lo vedrà mai. Ma, come ci racconta nel suo splendido libro, scoprirà che quello che conta nella vita non è tanto il raggiungimento dell’oggetto della ricerca, quanto la ricerca stessa. Il semplice atto di cercare. Per arrivare al lago ci sono voluti venti giorni di cammino. Venti giorni durissimi, di grande fatica e di grandi emozioni, al seguito di centinaia di yak diretti alla frontiera con la Cina, aperta una sola volta all’anno per permettere ai Dolpo pa, gli abitanti della regione, di barattare con giacche a vento e scarpe da ginnastica cinesi lo yarsagumpha, uno strano animale-pianta, noto in tutto il Tibet come afrodisiaco e rimedio principe per tutta una serie di patologie. Le difficoltà della camminata, il senso di assoluto isolamento che si prova in questa remota regione del Tibet nepalese, sono compensati dalla prima visione del lago. Un lago di quel colore - un azzurro irreale, immerso in un silenzio altrettanto irreale - nel quale si specchiano montagne di ghiaccio e montagne di boschi, non l’avevo mai visto nella mia vita. Per raggiungere Ringmo, il villaggio che si adagia ai piedi del lago si percorre un sentiero vertiginoso scavato nella roccia. Si tratta di un sentiero mitico, immortalato da Eric Valli nel film « Himalaya » , uno di quei sentieri indimenticabili che ti fanno dimenticare disagi, paure, mal di montagna, sanguisughe e geloni.
Laghi di Annapurna Conservation Area
Lago Gangapurna
Il Gangapurna è un piccolo lago situato a pochi minuti a piedi dal villaggio di Manang, sul Circuito dell'Annapurna. A oltre 3.500 metri d'altezza questo lago rimane ghiacciato per buona parte dell'anno. Manang è per molti il punto di sosta lungo il Circuito dell'Annapurna per acclimatarsi e per questo una visita al lago è sempre un buon modo per passare il tempo durante il giorno in cui si sta fermi. Il lago è alla base del ghiacciaio Gangapurna.
Laghi di Kathmandu
Lago sacro di Gosaikund
Il lago sacro di Gosaikund non è affatto a Katmandu come indicato nella location di questo post, bensì nella regione del Langtang. L'informatica non ammette l'esistenza di questa regione, né del distretto, Rasuwa, né della capitale del distretto, Dhunche. In effetti si tratta di un distretto montagnoso del Nepal orientale, meno noto di altre regioni più gloriose, il Solu Khumbu o l'Annapurna, nelle quali si stagliano sette degli otto 8000 mt che hanno reso il Nepal famoso nel mondo. Il Langtang è di stazza più modesta. La sua montagna più alta è il Langtang Lirung, un "semplice" ma splendido 7000 scalato negli anni '60 da Guido Rossa, l'operaio ucciso dalle BR, che vi aveva perso due compagni di cordata. Ma tra le montagne del Langtang vi è uno dei laghi più sacri del mondo. Il lago di Gosaikund. Situato a circa 4500 mt. di altitudine questo lago è meta di importantissimi pellegrinaggi sia per i buddisti che per gli induisti. Ogni anno, durante la luna piena d'agosto, il lago e le sue rive sono invase dai pellegrini: sadhu seminudi coperti di cenere dai lunghi capelli arrotolati attorno al capo, buddisti in arancione e rosso scuro, donne in sari e a piedi nudi e tanti tanti bambini con le loro famiglie. In mezzo al lago c'è una roccia, sacra pure quella, simbolo religioso di Shiva. Secondo i buddisti, nelle profondità del lago, scorrerebbero poi delle correnti sacre che infilandosi nei meandri della terra giungerebbero sino al tempio di Kumbeshwar, a Patan, una sessantina di chilometri più a sud, nella vallata di Kathmandu. Nel giorno della luna piena gli induisti cantano mantra potentissimi attorno alle rive del lago e poi si gettano nudi nelle sue acque gelide. A Gosaikund ci si arriva, faticosamente, a piedi. Lungo il percorso si attraversano le bellissime valli del Langtang. In primavera i rododendri sono in fiore. Fiori rosa, rossi, bianchi esplodono in macchie di colore vivissime nel verde degli aceri e degli abeti che costeggiano il torrente Trushuli che ha scavato queste valli. Gli entelli, scimmie sacre ad Hanuman, lanciano le loro grida stridule, spaventando i piccoli yak di questa regione che pascolano tranquillamente in mezzo alle capre. Nervosi cavallini dalle gambe robuste trottano qui e là e su di loro e su di noi planano i corvi.Mangiano il grano saraceno, le patate, il frumento, le rape, l'orzo e l'aglio che gli agricoltori della regione coltivano in piccoli campi protetti da muretti di pietra. Ovunque lunghi mani da preghiera che bisogna superare stando sulla destra se non si vuole incappare nell'ira degli dei. Via via che si sale per raggiungere il lago, il paesaggio si fa più arido e roccioso, la neve addolcisce gli spigoli, e la popolazione, già di per se rara, scompare. La distesa blu del lago la si scorge di colpo, a un giro di roccia, e, immancabilmente si respira la sacralità e il silenzio del luogo. L'aria è rarefatta e la neve si specchia sul lago. Per raggiungere Gosaikund bisogna prevedere almeno una decina di giorni a piedi, compreso il ritorno che è possibile effettuare attraverso le vallate dell'Helambu, una volta superato il passo del Laurebina Yak.
Attività a Nepal
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