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Santuario di Santa Maria Ad Fontem

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Roberto Caravaggi

Storico santuario nella cornice del Parco Sud

Circondato dalle suggestive campagne del Parco Agricolo Sud Milano, in un’area fuori dal centro abitato, sorge questo storico santuario. Siamo nel comune di Locate di Triulzi, comune che conta circa diecimila abitanti, al confine tra la provincia di Milano e quella pavese. Il santuario si colloca perfettamente in questo contesto agricolo-rurale, con l’omonima cascina a fargli da cornice. Il primo colpo d’occhio è per il campanile, costituito da mattoncini a vista, che svetta coi suoi circa 35 metri di altezza. Il porticato d’accesso presenta, invece, delle volte impreziosite da affreschi che raffigurano episodi con protagoniste alcune figure sacre legate al santuario. Passando quindi all’interno, troviamo la chiesa superiore e quella inferiore, entrambe fatte erigere dalla famiglia Trivulzio a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Nella chiesa inferiore, più piccola e antica, si può ammirare l’affresco di una Madonna con Bambino attribuito ad un artista vicino a Leonardo. Santa Maria ad Fontem deve il suo nome ad un’antica fonte d’acqua ritenuta miracolosa e presidiata fin dal XIII secolo da un’edicola dedicata alla Madonna. Il culto delle acque miracolose è stato rinverdito negli anni in cui la peste bubbonica imperversava in Lombardia. A Locate si registrò una minore incidenza dell’epidemia. Molti cittadini trovarono cure e conforto nei locali posti sul retro della chiesa inferiore, dotati di vasche per la raccolta delle acque della fonte, e si attribuì dunque a questo il “miracolo” della ridotta mortalità dovuta alla peste. Dopo essere stato sotto la gestione dell’ordine monastico dei “Servi di Maria”, il santuario divenne di proprietà statale e svuotato di tutte le sue funzioni sacre: era il 1799. Ne seguì un periodo di grave degrado, finché la famiglia Trivulzio non riuscì a tornarne in possesso. Nel secolo successivo ebbero luogo le operazioni di restauro, cui si devono gran parte dei reperti storici e artistici ammirabili oggi.

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