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Cosa vedere a Ladakh

37 Collaboratori

15 cose da fare a Ladakh

Città di Ladakh
Ladakh
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Ladakh non è certo un angolo, ma un'intera regione, anche se il suo isolamento e la lontananza ne fanno un rifugio unico e magico. Situato sulla punta settentrionale dell'India, tra l'Himalaya e le montagne del Kashmir, Ladakh confina con la Cina ad est e con la capitale mussulmana di Srinagar-Jammu-Kashmir-, vicino al confine con il Pakistan. Scarsamente abitata, sembra la signora dell'inverno quando ogni hanno si isola dal resto del mondo per almeno 6 mesi. Ladakh è un altopiano circondato da cime enormi e percorso dal grande fiume Indo. I suoi abitanti sono arrivato dal Tibet molti secoli fá, hanno la loro lingua e mantengono le proprie tradizioni anche oggi. Tra queste degna di essere menzionata è senza dubbio il buddismo, che è dominante. Ladakh, o "Piccolo Tibet", come spesso lo chiamano, è costellata di splendide "gompa" (monasteri buddisti) abitati da monaci in vesti di color porpora e la testa rasata. Vivono arroccati sulle montagne, quasi inaccessibili e che si affacciano sulla valle, piena di bandiere colorate che costantemente vengono scosse dal vento. Visitare il paesaggio irreale del Ladakh richiede almeno una settimana. Ci sono molte cose da vedere, molte meraviglia da scoprire, mezzi di trasporto scarsi e non sempre idonei per arrivare in qualsiasi posto si voglia (è meglio noleggiare una jeep-taxi) e una strada statale che collega disastroso sue città e villaggi da est a ovest. Ma ne vale la pena. I paesaggi del Ladakh, i costumi e le tradizioni della sua gente, e le sue spettacolari monasteri buddisti sembrano appartenere a questo mondo.
Belvedere di Ladakh
Sorvolare l\'Himalaya
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..... Nell'impossibilità di un'ascensione o di un trekking in zona, ho sorvolato la catena himalayana con un piccolo aereo. Al decollo la giornata era grigia e non prometteva nulla di buono, faceva presagire quasi un volo inutile, che non avrebbe consentito una buona visione. Invece, una volta in quota, è sparito il tempo uggioso ed improvvisamente, come un effetto scenico, è apparso un cielo terso sul quale si stagliava, maestoso, il profilo della catena montuosa. L'unica piccola nuvola, uno sbaffo, era sulla cima dell'Everest, che faceva bella mostra di se e quasi a dire: Eccomi, sono qui!!! Ho volato con un piccolo aereo della compagnia "Buddha Air". Volo tranquillo, visione splendita ed ottima disponibilità da parte dei componenti l'equipaggio. Infatti, con questo tipo di velivolo, se le condizioni meteo lo consentono, si vola ad un'altezza di 25.000 piedi ed abbastanza vicino alle maestose vette (circa 5 miglia). E' stata una buona esperienza, ..... Non potendo fare cose più serie ed impegnative ..... Via terra!!!
Di interesse culturale di Ladakh
Dah, Ladakh, India
Dah è un villaggio a circa 130 km a nord ovest di Leh e del villaggio di Khalsi, nella zona del Ladakh in India. La strada per Dah è molto lenta. Le strade in Ladakh sono in pessime condizioni e quasi sempre in continua riparazione per cui le ore trascorrono tra la polvere e il paesaggio che si riesce ad intravedere, rendedo la strada come un viale astratto, peró il percorso resta bello ed indimenticabili. Generalmente alla cittá di Dah si arriva con l'auto, bisogna salire una collina e poi la zona si apre di fronte a te come un dipinto tra le pietre. La gente di questa zona é conosciuta come Drokpas o Brokpas, che letteralmente significa "gente che vive in montagna". La sua origine è sconosciuta, ma le sue caratteristiche e il colore della pelle, e forse dai suoi occhi chiari si crede di essere ariani, i discendenti delle forze d'invasione di Alessandro Magno. La loro religione chiamato Bon e sembra essere simile al buddismo, e il loro dialetto è Tschina - una lingua arcaica. E per secoli, hanno salvaguardato il matrimonio che vieta la loro 'corsa' tra le caste. Raggiungere Dah era un'esperienza. Dopo molte ore di viaggio (non pari a diversi chilometri), affaticamento e di arrivo e la notte stava avendo per darmi alla luna illuminare la mia strada e dormire in quello che pensavo fosse una grotta in cui qualcuno mi ha offerto un materasso. La mattina ho scoperto davvero dormito in una grotta e altre grotte sono state ricavate da altre porte, è apparso un piccolo villaggio in cui le donne ornate di fiori e trecce lunghe ridere mi passa. . .
Villaggi di Ladakh
Khardong
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Khardong è una cittadina che si trova giusto di fronte a Keylong, dall'altra parte del fiume. L'architettura del villaggio è rude, sobria e senza fronzoli, segno inequivocabile che il duro inverno che attanaglia la zona, toglie agli abitanti la voglia di mettere fiori o adornare le facciate delle case. Anche le strade sono strette e perfette per resistere alla neve. Persone del luogo mi hanno detto che avere le case attaccate rende più facile sciogliere la neve che vi si accumula, per il fatto che le riscaldano con legna che raccolgono in estate. Al mio arrivo in città mi sono sorpeso della poca gente che girasse per le stradine. Ad ogni modo più persone con le quali avevo parlato mi hanno invitato ad andare con loro ad un festival di ballo e maschere che i monaci buddhisti di Keylon organizzavano nel loro 'gompa' (monastero). Ovviamente un paio d'ore dopo mi sono incamminato per quella che è stata una delle esperienze più sorprendenti della mia vita, un festival di musica a quasi 4000 m d'altezza..
Posti insoliti di Ladakh
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Di interesse culturale di Ladakh
Gompa de Leh
Sopra il grande palazzo di Leh, del XV secolo, semicrollato, si vede il 'Gompa' (monastero buddista) più alto di tutto il Ladakh. Arroccato su una roccia, sembra bianco ed ocra, ornato con una serie infinita di bandiere colorate. Nella valle marrone, contro le imponenti montagne, le bandiere sventolano con la minima brezza, annunciando al mondo che questo è territorio buddista. Salire fino al gompa è un'esperienza indimenticabile. A poco a poco ti lasci alle spalle il villaggio e tra le "stupas" (monumenti riservati ai buddisti, di solito dipinti di bianco), campi coltivati, e ​​silenzio ti sembra di arrivare al cielo. Bisogna camminare lentamente, dando al corpo il tempo di adattarsi a quell'altezza. Dal gompa i panorami sono mozzafiato. Il villaggio, lungo il fiume, sembra molto piccolo; le vette himalayane imponenti. Oltre alle infinite schiere di bandiere colorate, i gompa del Ladakh di solito non hanno il tetto, le porte e le finestre sono dipinte di colori vivaci. Quello di Leh, rustico ed antico, di solito è chiuso. A differenza di altri gompa, non è ciò che conserva al suo interno, ma la sua posizione, che stupisce. Bandiere colorate, cime bianche, vento, silenzio e preghiera. Questo sembra essere il messaggio buddista della gompa di Leh ...
Strade di Ladakh
Leh road to Kargil
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Non è facile da spostarsi da un lato all'altro della remota Ladakh. Fare questa esperienza richiede pazienza e un amore totale per l'avventura. Ladakh è collegata solo da est a ovest da una strada, che gli indiani chiamano con enorme ottimismo 'autostrada'. Certo che si può fare il campamento base a Leh e da lì andare e venire. Ma la mia idea era quella di muoversi con calma attraverso Ladakh e poi, dal Kargil musulmano andre lentamente verso il sud. Nell'estremo nord dell'India, non ci sono autobus, e se ce ne sono, sono autobus locali che partono solo una volta al giorno, e si affollano. È meglio noleggiare un taxi-jeep a Leh per alcuni giorni e fermarsi dove vi piace di più, senza preoccuparsi di rimanere bloccati per il resto della vita. La strada affianca l?indo, un fiume spettacolare che si snoda attraverso una valle alta e stretta di colore marrone. Il paesaggio è magnifico, la cima Fotu-La, 4.147 metri, Namika La, di 3.760 metri, offrono panorami impressionanti. Attraversare Ladakh non è solo questo. La chiamata "autostrada" (chiusa per neve sei mesi all'anno) è in cattive condizioni, non ha guard rail né segnali, e il traffico dei camion è costante. A questo va aggiunta la presenza di lavoratori chiamati 'bihars' che vengono da tutta l'India per riparare la strada. Come risultato di queste riparazioni, ci sono tante interruzioni e desviazioni che per fare 200 km ci si mette un'intera giornata. Insomma un'avventura memorabile!
Di interesse culturale di Ladakh
Korzok and Tso Moriri Lake
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Il monastero e il villaggio di Koerzok si trova sul lago Tso Moriri a 4600 metri di altezza, nella zona di Changthanga circa 215 km di distanza dal distretto di Leh en Ladakh, India. Il lago è circondato dalla valle di Rupshu con le sue montagne che arrivano ai 6000 metri. La popolazione maggioritaria è quella dei Changpas: pastori nomadi di yak, pecore, capre e cavalli, sono di origine tibetana e si dedicano al commercio e al lavoro nelle carovane nella regione di Ladakh. Il monastero buddista di Korzok risale a 400 anni fa e appartiene alla famiglia Drukpa. Ospita un Buddha Shakyamuni e altre statue. È la dimora di 35 monaci. Il monastero è venerato tanto quanto il lago Tso Moriri. L’altopiano Changthang presenta una fauna e una flora unica: il leopardo delle nevi, la gazzella tibetana, il kiang (l’asino selvaggio), la marmotta dell’Himalaya, le lepri, i lupi, le linci, gru dal collo nero e altre trenta specie di uccelli, quattordici delle quali sono acquatiche. Io ci sono stata qualche anno fa, ma non dimenticherò mai la bellezza di questo luogo. Tutto il percorso è sublime, la luce e il cielo a questa latitudine, i kiang selvaggi che galoppano nella prateria sono come un sogno; le simpatiche marmotte, i sentieri di montagna come il Kiagar La che lascia stupefatti per la semplicità e per la forza; il paesaggio cangiante e puro del lago Tso Kar. Pura bellezza. Non era organizzato, sono arrivato con un fuoristrada insieme a un monaco e ad altra gente che si è aggiunta. A quel tempo bisognava attraversare un pezzo di lago per arrivare a Korzok, oggi c’è una buona strada e perfino un campeggio con tutte le comodità per i turisti. Ho avuto la fortuna di assistere all’arrivo di un Rimpoché, di cui non ricordo il nome, e di partecipare alla cerimonia. Arrivavano i pastori nomadi che preparavano le tende, le monache di un monastero vicino e gli abitanti locali che si accingevano a ricevere il Rimpoché. Tutto il villaggio emanava vivacità e allegria. I tibetani sono molto mistici e religiosi e vivono queste cerimonie con grande devozione. Sono rimasta tre giorni e sono stata tra la gente, nelle loro strade e nelle tende: la loro ospitalità, la loro purezza, il loro sorriso. Venivano perfino a visitarmi alla mia tenda accanto al lago… Che ricordi! Dopo la cerimonia hanno montato un gazebo per i balli e canti tradizionali. In delle grandi pentole preparavano il cibo per tutti: tsampa e tè con burro di yak. I balli sono andati avanti per un giorno intero. Il mio momento magico è stato quando ho visto dalla mia tenda un camion con le monache che ritornavano al monastero, sono andata di corsa verso di loro per salutarle, il camion si fermò e le monache cominciarono a cantare una canzone, mi sorrisero con complicità e allegria; cantarono per me, lì il camion fermo ed io di fronte a loro, pietrificata, emozionata... conoscete la sensazione di toccare il cielo con un dito? Io ho toccato il cielo!
Strade di Ladakh
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Stazioni delle Corriere di Ladakh
Sumur Bus Station
Erano le 7 di mattina e anche se non sembra faceva abbastanza freddo, un freddo gelido che tagliava la gola. Io non volevo perdere l'occasione di salire fino alla cima del bus per registrare di nuovo, la curiosa fermata della stazione degli autobus stop-Sumur. Questa stazione è stata più modesta rispetto a quella di Chamshen, meno popolato limitrofo rispetto al nucleo Sumur , che le ha dato un sapore più autentico. Ho iniziato il viaggio molto sciolto con la fotocamera. Una volta arrivati ​​alla prima spianata non protetto dagli alberi, ho lasciato e ho preso il sacchetto dell'involucro, il freddo non mi abbandonava più. Gran bel viaggetto fino a Panamik!
Chiese di Ladakh
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Di interesse turistico di Ladakh
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Laghi di Ladakh
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Chiese di Ladakh
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Posti insoliti di Ladakh