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Statue a San Fernando

20 statue a San Fernando

Statue di San Fernando
Monumento al Marismeño
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Questa è una di quelle statue che passano quasi inosservate, come se si trattasse di un semplice ornamento sul marciapiede di una piazza. Si trova sulla scala di accesso alla Piazza Tercio de Flandes ed è orientata verso il mare. È stata posta in un angolo laterale, in un posto che non la valorizza; inoltre è di colore bianco, per cui è difficile da individuare. Pare proprio che sia stata messa qui perché non sapevano dove altro metterla. Eppure, ci sono poche persone a San Fernando che meritano un tributo tanto quanto il "marismeño", l'abitante-tipo della città di San Fernando, colui che assicurò alla città la sopravvivenza nonostante le carestie del passato. San Fernando è circondato da paludi e proprio queste zone umide hanno alimentato il paese durante le carestie. Tutta la foce del Guadalquivir è una palude gigante. Quasi tutta fa parte del Parco Nazionale di Doana. Ma basta guardare fuori dal finestrino, mentre ci si dirige a Cadice, per vedere che tutta la palude è stata convertita in un'immensa fabbrica di sale. Le persone umili di San Fernando traevano il loro sostegno dalle paludi. Vongole, granchi (che attualmente sono minacciati dall'invasione del gambero rosso americano), molluschi, lumachine di mare, gamberi, cozze, calamari... il fango produce tutto: è necessario solamente sapere in che modo approfittare della bassa marea. Questa scultura rappresenta il "marismeño" su uno sfondo di pietre che ricordano le rocce marine. Con il suo cestino e i suoi strumenti, vestito con una camicia di stoffa fine, i pantaloni impermeabili e le galosce. Credo davvero che questo personaggio meriti un po' di attenzione in più. Bisognerebbe inserirlo all'interno di una rotonda o di un giardino. Rappresenta San Fernando e il suo popolo. Il monumento è stato inaugurato nel 1982 ed è stato collocato in questo luogo di passaggio, come se fosse una scomoda immagine del passato.
Statue di San Fernando
Sagrado Corazón de Jesús - Sacro Cuore
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Monumento della metà del XX secolo, opera dello scultore Antonio Bey isleo Olvera, autore di un gran numero di immagini sacre e il cui stile è fortemente influenzato dal naturalismo e dall'espressionismo. Questo monumento è stato posto all'inizio del Viale General Lobo, in direzione del mare. Dà l'impressione visiva di essere molto alto, perché - come vuole la tradizione - è collocato a grande altezza. In questo caso l'artista ha progettato un podio con scale e ringhiere e sul podio ha posto un monolite. La figura di Cristo spicca per il suo naturalismo e appare molto lontano dalla serietà ieratica di altri Sacri Cuori, che hanno piuttosto fatto della rigidità la loro caratteristica principale. Questa scultura, nonostante conservi lo schema tipico di questo genere di rappresentazioni, dà l'impressione di un Cristo in movimento. Un'osservazione attenta permetterà di scoprire alcuni tratti che denotano le emozioni sul volto della figura; la scultura ha una grande espressività. Antonio Bey è un artista che ha generato molta polemica. Con quest'opera si dimostra in grado di interpretare la religiosità in maniera molto personale, attribuendole volti ed emozioni umane e rompendo gli schemi tradizionali. Proprio quando abbiamo deciso di scattare qualche foto, i piccioni hanno deciso di appoggiarsi sulla statua del Cristo.
Statue di San Fernando
Azucarera Española locomotive
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Nella parte meridionale del Paseo General Lobo si trova questo tributo alla Ferrovia, incarnato da questa vecchia locomotiva a vapore, modello 030, donata dal Azucarera Espanola grazie agli sforzi di Antonio Reyes Sanz. Per la città di San Fernando l'arrivo del treno, il 13 marzo 1861, significò il rilancio di un'economia che, fino ad allora, si era basata quasi esclusivamente sulla pesca. Per questo era importante rendere omaggio alle ferrovie, perché hanno determinato un cambio nell'economia della città. La locomotiva venne costruita alla fine del XIX secolo e serviva per il trasporto di merci e passeggeri. In Spagna ci sono diverse locomotive. La locomotiva di San Fernando è situata su due binari, anch'essi d'epoca, e su un basamento. Purtroppo non si è riusciti ad evitare che venisse sfigurata da scritte varie realizzate con gli spray; la locomotiva è visibilmente ritoccata.
Statue di San Fernando
Monumento dedicato a Camarón
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Prima dell'apertura della circonvallazione di San Fernando, noi viaggiatori eravamo obbligati ad attraversare il centro della città se volevamo dirigerci verso Cadice. Appena entrati passavamo attraverso la piazza di Juan Vargas, in cui si trova la famosa Venta de Vargas, il posto in cui di solito cantava Camaròn. Ora questa piazza si chiama Camaròn de la Isla: è un nome appropriato, visto che questo cantante ha fatto per la città molto più di quanto abbia fatto l'impresario, che ha solamente approfittato della fama di Camaròn per fare il tutto esaurito nei suoi locali. La piazza è molto tranquilla, soprattutto perché il traffico è stato deviato con la creazione della circonvallazione. Si vedono solamente alcune vie che si stanno pedonalizzando e dove forse in futuro passerà il tram. Abbiamo potuto parcheggiare in modo sicuro alla rotonda, vicino al monumento di Camaròn. Il monumento venne eretto nel 1992, anno in cui il cantante venne nominato Figlio Prediletto di San Fernando. L'autore è Antonio Mota, nato nel 1966. Camaròn non è solamente il cantante di flamenco più importante nella storia di San Fernando, ma è in generale il più importante cantante di flamenco della storia del flamenco.
Statue di San Fernando
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Statue di San Fernando
Busto di Padre Pepe
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San Fernando è un'isola, quindi per entrare in città è necessario attraversare il nuovo ponte. Dopo aver oltrepassato il ponte potrete decidere di proseguire verso Cadice o di visitare San Fernando. Se decidete per San Fernando, la città in cui nacque la Costituzione, vi consiglio di vedere il centro urbano della città moderna, turistico e pieno di edifici barocchi. Se invece andate verso sinistra vi ritroverete davanti una serie di quartieri umili, abitati da marinai, e molti edifici senza decorazioni esterne. Un po' più avanti c'è il quartiere militare, in cui si respira un'atmosfera particolare. Siamo passati da questa zona in macchina e abbiamo visto le scuole, la caserma della polizia, i pub, le sentinelle... Bazàn è un quartiere di marinai e qui visse Don Pepe, Josè Neira Prada, che conquistò il cuore di tutti con il suo carattere aperto e per aver interpretato la religione come una forma di avvicinamento al prossimo. Questo prete fece talmente tanto per questo quartiere che decisero di dedicargli una statua. Era una persona molto speciale, che fu in grado di arrivare al cuore di tutti, passando al di sopra dei dogmi della fede per dare priorità alle opere di carità. Di lui si ricorda che celebrò il matrimonio del proprio figlio. Il 2 agosto 2007 l'Associazione dei residenti ha inaugurato il busto a lui dedicato, che si trova proprio di fronte a quella che fu la sua chiesa. Opera di Manuel Sanchez Raposo, abitante dell'isola noto per le sue raffigurazioni della natività e per le sue sculture espressioniste.
Statue di San Fernando
Rotonda del Rulo
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Devo confessare che quando sono arrivato a questa rotonda, punto di confluenza dei viali Reyes Catolicos e Cayetano Roldàn, sono rimasto impressionato dalla testardaggine umana. Nella rotonda ci sono attualmente dei lavori: si sta raddoppiando la strada per moltiplicare la circolazione tra la Ladrillera e via Poeta Jiménez Ayllon e creare due nuove fermate dell'autobus in modo che i residenti possano muoversi con facilità tra San Fernando e Cadice. Ma in questa zona c'è sempre stato il campo di calcio comunale, Marqués de Varela, in cui il San Fernando FC ha vinto così tante volte. Dato che il campo è stato trasferito in un'altra zona nel 1992, mi metto nei panni dei tifosi e capisco che volessero che in quest'area venisse realizzato un omaggio al calcio. Tale proposta era stata già avanzata nel corso dell'ultima campagna elettorale da Cyberpena e tutti i partiti erano d'accordo nel voler realizzare una scultura che rappresentava Luis Perinan mentre tirava un calcio d'angolo. Sul quello che una volta era il campo si era creata una piazza con sculture di diverso tipo, ma i politici del tempo affermarono che il posto ideale per il tributo al club era questa rotonda. Questo era almeno quello che Manuel Prado, responsabile della pianificazione urbana, spiegò alle associazioni del quartiere. Nonostante tutto, che succede? Arrivo alla rotonda e trovo un rullo compressore, uno di quegli aggeggi che servivano per pavimentare strade e stradine alla fine del XIX secolo. Non dico che sia brutto, però non capisco cosa ci faccia qui. Spero proprio che questo angolo venga modificato al più presto, visto che non credo che altrimenti gli abitanti del posto gliela lascino passare liscia...
Statue di San Fernando
La Atlantide
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È la scultura più importante della Piazza delle Sculture, un luogo che si trova dove un tempo sorgeva il Campo Sportivo Comunale Marqués de Varela. Tutte le statue si trovano all'interno dello stagno centrale, ma questa è quella più vicina all'entrata. Il suo nome è "Atlantis Nesos", un'espressione greca che indica l'isola in cui vivevano gli Atlanti. L'autore è José Hermida, originario di Cadice, professore alle scuole medie, laureato in Belle Arti e specializzatosi in scultura dai grandi volumi con uno stile molto simile a quello di Botero. Con questa opera Hermida ha vinto il Concorso Internazionale di Scultura urbana di San Fernando nel 2007. La sua opera in bronzo ha le seguenti dimensioni: 4 metri di lunghezza, 2 di altezza e 2 di spessore. La scultura raffigura una donna nuda con orecchie da satiro mentre solleva tra anelli concentrici. Potrebbe essere un riferimento alla Dea Madre, la divinità adorata dalle popolazioni mediterranee dall'epoca protostorica fino all'avanzata dei Romani. Il culto di questa dea diede luogo alla creazione di molte statue di donne nude con tratti d'obesità marcata. Il problema sta nel fatto che i residenti non hanno apprezzato particolarmente né questa statua, né le altre statue della piazza e che avrebbero preferito che in quest'area venisse creato uno spazio versatile e tradizionale. Questo sentimento di non accettazione, assieme alle scritte dei vandali, hanno fatto in modo che la statua di Atlantide dovesse essere ripulita e la pulizia è stata effettuata proprio questo mese, Agosto 2010. Sicuramente, se non verrà effettuato qualche tipo di sorveglianza sulla piazza, questa situazione è destinata a ripetersi.
Statue di San Fernando
Le Tre Culture
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Nel luogo che fino al 1992 ha ospitato lo stadio da calcio c'è oggi una grande piazza minimalista con al centro uno stagno e diverse sculture. Sono state esibite in questa piazza le opere vincitrici dei vari concorsi annuali internazionali di Scultura urbana organizzati dal Comune di San Fernando. Questa composizione è un'eccezione alla regola, perché non vinse il concorso del 2007, anche se fu presentata in quell'occasione. È stata realizzata da E. Rodrìguez ed è stata esposta perché si è voluto premiare non tanto il lavoro tecnico, quanto piuttosto l'idea allegorica espressa. Il titolo della composizione è indicato su un lato della base quadrata; sugli altri tre lati ci sono allusioni al mondo ebreo, arabo e cristiano. Mio figlio mi ha fatto notare che la scritta è in arabo e non in musulmano, perché in musulmano questa parola sarebbe risultata molto più lunga. Ma io non credo che sia questa la ragione...penso invece che oggi, molti secoli dopo, siamo abituati a considerare arabo tutto il mondo musulmano del Medioevo andaluso, senza interessarci al fatto che quel modo musulmano fosse costituito da arabi, berberi e altre etnie. Quando ero studente mi è stato detto più volte che i cristiani riconquistarono la penisola iberica strappandola alle mani dell'odio e del fanatismo musulmano. Sarebbe anche ora di cambiare questa visione arretrata della storia, perché proprio quelli che noi definiamo "gli anni oscuri del Medioevo" furono invece, per la Spagna, il periodo di maggiore splendore della cultura andalusa. L'equilibrio derivato dalla coesistenza pacifica tra diverse culture fece in modo che Al-Andalus arrivasse a rivaleggiare addirittura con Damasco. Furono anni in cui il livello culturale crebbe raggiungendo livelli inaspettati, ben al di sopra di quelli dei secoli successivi, quando le differenze culturali furono annientate a seguito della Reconquista. Il mito delle tre culture, le tre gambe dell'Andalusia, è qualcosa di più che un mito. Rappresenta l'essenza delle nostre radici, la nostra gastronomia, il nostro carattere, la nostra cultura. Questa composizione riunisce tre elementi simbolici delle tre le culture. Il menorah o candelabro a sette bracci degli ebrei, il cui braccio centrale rappresenta Dio stesso mentre gli altri simboleggiano le virtù più importanti dell'uomo. La mezzaluna musulmana, simbolo dalle origini preislamiche che venne adottato dai musulmani. E il simbolo cristiano, che abbraccia tutti. I tre formano un insieme chiuso, in eterno movimento e stabilità: sono questi i sentimenti che l'artista ha voluto trasmettere.
Statue di San Fernando
Busto di Blas Infante
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A San Fernando ci sono molte statue di molti personaggi celebri scolpite nel bronzo. Ma nel polmone verde di San Fernando, il Parco, c'è solo una statua: quella del Padre della Patria Andalusa. Si trova in mezzo al Parco, vicino al Padiglione Sportivo, all'interno di una piccola rotonda con giardino. Ci siamo passati pochi giorni fa e qualcuno aveva posto vicino alla statua una corona di fiori in segno di omaggio. Le idee di Blas si scontrano un po' con quella che è stata l'utilizzazione della sua figura per fini politici. Blas era convinto che gli abitanti dell'Andalusia dovessero unirsi e di certo si vergognerebbe se venisse a sapere che i politici hanno strumentalizzato la sua figura. Ultimamente, per esempio, gli sono stati dedicati due omaggi in due punti differenti della città: chi ha partecipato a una cerimonia si è poi rifiutato di partecipare all'altra.... sono giochi politici di cui di certo Blas non andrebbe fiero. Il busto ha un'espressione naturale, ma scarsa espressività. Si appoggia su un monolito bianco con quattro lati; in corrispondenza della base il monolito si allarga formando quattro pietre miliari, su cui sono scritti i nomi delle otto province andaluse. È il posto perfetto in cui riflettere sulla figura e le idee di Blas Infante; è all'ombra e tranquillo.
Statue di San Fernando
Rafael Ortega Memorial
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Di fronte al Centro Commerciale San Fernando Plaza, il più grande centro di intrattenimento della provincia, c'è una piccola rotonda che è stata dedicata alla figura del torero Rafael Ortega, erede di Manolete. Nato nel 1921, venne chiamato dalla critica "Asso di Spade", perché fu in assoluto il migliore matador di tori, nonché l'erede naturale del Grande, autore di ineguagliabili uccisioni. Morì nel 1997, ma si ritirò prematuramente perché fu incornato da un toro. Cinque anni più tardi, il 18 novembre del 2002, venne inaugurato questo monumento come omaggio al più grande Matador della storia locale. L'evento ha visto la partecipazione della vedova Josefa Camacho (più conosciuta come Pepita), del sindaco, dei suoi discepoli toreri e di un gran numero di personalità. È stata una cerimonia solenne, con musica e discorsi di tutti i tipi. Il tempo è passato, ma il suo ricordo rivive grazie a questa scultura in bronzo che raffigura toro e torero assieme durante una lotta; le lotte nell'arena di Rafael Ortega nessuno è stato mai in grado di eguagliarle. Un'opera a grandezza naturale realizzata dallo scultore di Siviglia Chiqui Dìaz Salteras. Si tratta di una composizione che attira l'attenzione per la forza che sprigiona e per il suo naturalismo. Le dimensioni, corrispondenti a quelle reali, fanno in modo che si crei una sorta di illusione: sembra che veramente stiano lottando lì, al centro della rotonda. Naturalismo e realismo per rendere omaggio a un torero unico.
Statue di San Fernando
Monumento a San Giovanni Bosco
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All'ingresso della città di San Fernando, nella rotonda in cui si trova la Venta de Vargas, c'è un monumento eretto il 21 agosto dell'anno 2010. La sua collocazione in questo posto lascia un po' di perplessità, visto che si tratta di un'opera voluta da un'associazione di ex-studenti di un centro salesiano di un'altra città. Il Centro Salesiano de la Virgen del Carmen si trova nelle vicinanze della zona conosciuta come Las Canteras, a Puerto Real, ma presenta una stretta relazione con San Fernando. In questo centro hanno infatti studiato molti professionisti della marina e molti impiegati dei cantieri navali di San Fernando, che sono stati poi il vero e proprio ​​motore economico di questa città negli ultimi decenni. All'evento di inaugurazione hanno partecipato i rappresentanti dei quartieri vicini, i condomini del quartiere dei marinai e i lavoratori le cui attività sono connesse con il mare. Hanno preso parte all'evento anche molti politici, soprattutto del PP, e il sindaco attuale, il signor Manuel Maria de Bernardo. Il discorso d'inaugurazione è stato fatto dal presidente dell'associazione degli ex-studenti salesiani ed è stato seguito da interventi dei residenti dei quartieri di Ronda del Estero, Alegria e Triangolo di Cupimar, e dei rappresentanti della Federazione locale delle associazioni di residenti e della Federazione isolana. L'autore del monumento è José Martin Lagares, nato a La Palma del Condado, che ha riprodotto lo schema tipico delle statue di San Giovanni Bosco, raffigurato sempre assieme a un bambino. Come materiali sono stati usati il poliestere e una resina; il santo misura circa 1,80 metri. Sul piedistallo sono state collocate due placche laterali, con gli scudi di San Fernando e di Puerto Real, e una frontale, che contiene un ringraziamento ai vari cantieri navali che hanno contribuito alla realizzazione della statua.
Statue di San Fernando
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Statue di San Fernando
Scultura Ancla de la Esperanza
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Andando verso da Cadice, il quartiere di San Fernando rimane sulla destra. Ci sono palazzi umili, edifici di quattro o cinque piani e poche attrazioni turistiche; dietro a questi edifici c\'è una delle cose più strane che io abbia mai visto: un quartiere militare all\'interno della città. Lungo la strada d\'ingresso ci sono alcuni segnali che indicano che ci si trova in una zona militare sorvegliata dalla polizia militare e dalle guardie della Marina. Ma prima, all\'ingresso del quartiere di Bazan, accanto al numero 1, c\'è una rotonda in cui un tempo c\'era un campo di calcio, di quelli in cui tutti da giovani abbiamo giocato e in cui le porte erano segnalate da pietre. Quando il campo è stato asfaltato, è stata ricavata una rotonda e nel mezzo è stata collocata un\'ancora. A dire il vero si tratta di due ancore, una di fronte all\'altra, che provengono da una barca dell\'Armata Spagnola. Questo tipo di decorazione è piuttosto frequente in Andalusia: alcuni esempi simili possono essere visti a Siviglia e a Cadice. Ad ogni modo, l\'ancora è simbolo di speranza, ma anche di stabilità, di ciò che rimane fermo anche in tempo di crisi. Questa scultura non ha un autore, visto che la rotonda è formata da un ammasso di pietre disordinate, metafora della tormenta. I segnali stradali contribuiscono a imbruttire la composizione. L\'ancora è un simbolo profondamente radicato nell\'animo marinaro di questa zona. Sono molte le aziende che nel loro nome includono la parola \"Ancora\": c\'è addirittura un intero quartiere che si chiama così. Per il marinaio l\'ancora è segno di speranza. Per questo qui, nel quartiere di San Fernando, è un\'ancora a dare il bevenuto ai visitatori, inviandogli un messaggio di speranza.
Statue di San Fernando
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Statue di San Fernando
Memorial La Lola
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È un omaggio al personaggio di "La Lola se va a los puertos", opera dei fratelli Machado che venne portata sul grande schermo nel 1947 da Juan de Orduña. Raffigura una giovane donna che indossa un vestito increspato e che porta un paio di rose in mano. Nella parte posteriore c'è un timone che fa riferimento al suo viaggio. La letteratura e il film hanno reso popolare la tragedia di Lola, la più grande cantante di flamenco di quei tempi, che abbandonò il suo paese natale, San Fernando, per andare a vivere con il suo amato a Sanlucar de Barrameda. La figura è rappresentata in maniera del tutto realistica e con una posizione molto naturale. Anche se si tratta di un personaggio letterario, è molto probabile che i fratelli Machado abbiano preso ispirazione da una storia vera. Questo è almeno quello che credono quelli che vivono qui: ho chiesto qualche informazione in giro e mi è stato detto che Lola visse veramente, che il suo vero nome fu Dolores Pabla e che fu la più grande cantante della sua epoca.
Statue di San Fernando
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Statue di San Fernando
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Attività a San Fernando
Civitatis
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Civitatis
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